Biodigestore e viabilità

Approvato il biodigestore a Viterbo, ma cambia il percorso dei camion

Via libera alle modifiche dell'impianto, ma stop al transito dei tir a Monterazzano.

Approvato il biodigestore a Viterbo, ma cambia il percorso dei camion

La questione del biodigestore di strada Moglianelle a Viterbo giunge a un punto cruciale. La conferenza di servizi, convocata per esaminare la variante al progetto presentata dalla società Castelleone Biometano, si è conclusa con un esito parzialmente favorevole. Palazzo dei Priori ha ufficializzato la decisione: approvate le modifiche tecnologiche e strutturali dell’impianto, ma bocciato il tracciato viario alternativo che avrebbe dovuto far transitare i mezzi pesanti nella zona di Monterazzano.

Le modifiche approvate comportano un’importante riduzione della grandezza dell’impianto, che passa da 113mila mq a 60mila mq, dimezzando così il consumo di suolo. Inoltre, viene eliminato l’impianto di liquefazione e il relativo serbatoio di GNL (gas naturale liquefatto), sostituito dalla commercializzazione del biometano tramite carri bombolai, camion attrezzati per il trasporto di gas compresso.

Viabilità e sicurezza

La proposta di far transitare i carri bombolai su un percorso alternativo di circa 8,5 km è stata respinta a causa del parere negativo della polizia locale. La relazione dei vigili urbani ha evidenziato che la strada Monterazzano presenta forti criticità geometriche e non è adatta al transito di mezzi pesanti. La carreggiata in diversi punti non supera i 3,50 metri di larghezza e la strada è priva di segnaletica orizzontale e banchine.

Inoltre, un’ordinanza di sicurezza del 2021 impone un limite di sagoma di 3 metri e un limite di carico massimo di 7,5 tonnellate, rendendo impossibile il transito dei mezzi della Castelleone Biometano. La polizia locale ha quindi confermato l’inadeguatezza della viabilità, negando l’autorizzazione.

Controversie sugli espropri

Con l’esclusione del tracciato alternativo, il Comune ha stabilito che tornano in vigore le prescrizioni per l’adeguamento dell’intersezione tra Via Casetta e la Sp7. La società proponente dovrà tornare al piano originario, che prevede l’allargamento dell’incrocio sulla strada provinciale Martana, un’operazione che richiede l’esproprio di terreni agricoli limitrofi. Questa procedura ha già scatenato una battaglia legale, con la Società semplice Agricola Pepponi che ha presentato un ricorso al TAR contro il Comune e la Castelleone Biometano.

Infine, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio ha imposto rigide prescrizioni per tutelare eventuali reperti storici nel sottosuolo, richiedendo la presenza di un archeologo durante i lavori di scavo. La Castelleone Biometano dovrà ora rispettare scadenze precise per avviare i lavori, pena la decadenza del titolo abilitativo.