Il Tribunale Amministrativo Regionale ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai comuni di Montalto di Castro, Canino, Arlena di Castro, Tessennano, Cellere, Piansano e Tuscania contro l’iter per l’individuazione del sito unico di stoccaggio per il deposito nazionale di scorie nucleari. Gli enti locali avevano come obiettivo quello di fermare il percorso che porta alla scelta del sito, ma il Tar ha stabilito che i comuni non possono opporsi in questa fase, dovendo attendere la decisione finale.
Questa decisione implica che i territori rischiano di rimanere esclusi dal confronto proprio nel momento in cui vengono prese le scelte, potendo intervenire solo quando la decisione sarà ormai definitiva e difficile da modificare. I sindaci hanno espresso la loro preoccupazione per le conseguenze che questa sentenza avrà sul ruolo delle istituzioni locali.
Le reazioni degli amministratori locali
I sindaci hanno commentato: “Prendiamo atto della decisione del Tar, che ha dichiarato inammissibile il nostro ricorso senza entrare nel merito delle questioni sollevate. Rispettiamo il pronunciamento del giudice amministrativo, ma non possiamo nascondere la nostra profonda preoccupazione per le conseguenze che questa decisione produce sul ruolo delle istituzioni locali”.
In particolare, gli amministratori locali hanno evidenziato la criticità di dover attendere un atto definitivo per poter agire legalmente. “La sentenza afferma che i Comuni potranno tutelare le proprie ragioni solo dopo l’adozione dell’atto definitivo di localizzazione del deposito nazionale. Ci viene detto di attendere che la scelta sia ormai compiuta prima di poter discutere la legittimità del percorso che ha portato a quella decisione”, hanno dichiarato.
Impegno per la difesa del territorio
Il fronte istituzionale ha ribadito la propria opposizione a logiche che escludono il territorio dal processo decisionale. “La Tuscia è un territorio di straordinario valore ambientale, agricolo, paesaggistico e culturale. Continueremo a difendere il diritto a essere ascoltati e a partecipare alle decisioni che ci riguardano”, hanno affermato. Se in futuro verrà individuato uno dei loro territori come sede del deposito nazionale, gli amministratori locali intendono utilizzare tutti gli strumenti giuridici e istituzionali previsti dall’ordinamento per tutelare i cittadini e il territorio.
Il loro impegno proseguirà con determinazione affinché la Tuscia non sia costretta a subire decisioni calate dall’alto, ma possa essere protagonista del proprio futuro.