Energia rinnovabile

Nuovo parco eolico tra Montefiascone e Celleno, Panunzi chiede moratoria

Il progetto 'Acquaforte' prevede sette pale eoliche alte 200 metri, ma solleva preoccupazioni ambientali.

Nuovo parco eolico tra Montefiascone e Celleno, Panunzi chiede moratoria

Un nuovo progetto eolico è in fase di valutazione di impatto ambientale nella Tuscia, precisamente l’impianto denominato “Acquaforte”, presentato dalla società Apollo Wind di Bolzano. Questo intervento interessa i territori comunali di Celleno, Montefiascone e Viterbo.

Il parco eolico prevede la realizzazione di sette aerogeneratori di grande taglia, ciascuno con una potenza nominale di 6 MW, per una capacità complessiva di 47,6 MW. L’area interessata si estende su circa 564,80 ettari. Secondo la documentazione tecnica, le turbine e le relative infrastrutture occuperebbero solo una parte marginale del suolo, mantenendo la maggior parte dei terreni nella loro destinazione originaria.

Impatto visivo e opposizione

Le dimensioni delle pale eoliche sono imponenti: con un diametro del rotore di 170 metri e un’altezza al mozzo di 115 metri, la punta massima della pala raggiungerebbe i 200 metri. Tuttavia, il progetto ha già incontrato ostacoli significativi, tra cui un parere tecnico negativo da parte del Ministero della Cultura e della Soprintendenza, oltre a numerose osservazioni critiche da parte di cittadini e associazioni locali preoccupati per l’impatto ambientale e visivo delle strutture.

Il vicepresidente del consiglio regionale, Enrico Panunzi, ha sollevato la questione dell’equilibrio territoriale nella transizione energetica, richiamando la recente revoca del via libera al progetto “Energia Viterbo” da parte del governo. Panunzi ha sottolineato che, sebbene sia fondamentale raggiungere gli obiettivi ambientali, è necessario che la distribuzione degli impianti sul territorio sia equa e non sproporzionata.

Richiesta di moratoria

Panunzi ha presentato una mozione per chiedere una moratoria sui procedimenti in corso riguardanti la Tuscia, incluso il progetto “Eolico Montebello” a Tuscania. La sua proposta mira a valutare complessivamente gli interventi autorizzati o in fase di autorizzazione, per garantire che il contributo richiesto alla provincia di Viterbo sia coerente con quello degli altri territori del Lazio e del paese.

Il consigliere ha ribadito l’importanza di proteggere il patrimonio locale, affermando che la tutela del paesaggio e delle vocazioni produttive della Tuscia non deve essere in contrasto con lo sviluppo delle energie rinnovabili. La sua posizione è che una transizione energetica sostenibile deve essere condivisa e rispettosa dei territori.