Salute pubblica

Arsenico nell’acqua, residenti contro ritardi e disservizi

Valori fino a 18 µg/l: chiesti cartelli, dati analitici accessibili e riduzioni tariffarie.

Arsenico nell’acqua, residenti contro ritardi e disservizi

La presenza di arsenico nell’acqua distribuita dalla rete idrica di Castiglione in Teverina ha riacceso la protesta dei residenti. Secondo i campionamenti citati dall’associazione di tutela dei consumatori A.Ba.Co., i valori avrebbero raggiunto i 18 µg/l, a fronte del limite di legge fissato a 10 µg/l. La situazione, sempre secondo la denuncia, si protrarrebbe da oltre due anni.

La contestazione riguarda la gestione della rete e i ritardi nella comunicazione alla cittadinanza. A.Ba.Co. sostiene che nel territorio comunale diverse fontane pubbliche sarebbero prive di indicazioni sufficienti sulla qualità dell’acqua e sulle eventuali limitazioni d’uso. Il problema, viene sottolineato, potrebbe interessare sia la popolazione residente, compresi i bambini, sia i visitatori che durante la stagione estiva frequentano il paese e potrebbero utilizzare le fonti senza conoscere la situazione.

La richiesta di informazioni

L’associazione chiede un intervento del sindaco, indicato come autorità sanitaria locale, e del gestore del servizio idrico Talete spa. Nel documento diffuso da A.Ba.Co. si sollecitano avvisi chiari con la dicitura Acqua non potabile in corrispondenza di tutte le fontanelle e dei punti di approvvigionamento interessati.

Tra le richieste figura anche la pubblicazione tempestiva e facilmente accessibile dei referti relativi alle analisi sulla qualità dell’acqua. Per l’associazione, non sarebbe sufficiente adottare un’ordinanza senza accompagnarla con una comunicazione capillare e aggiornata. La polemica si concentra inoltre sui rinvii e sui passaggi burocratici che, secondo A.Ba.Co., avrebbero rallentato l’individuazione di una soluzione tra amministrazione comunale e gestore.

Ricalcolo delle tariffe

La vertenza riguarda anche l’aspetto economico. I cittadini, afferma l’associazione, continuerebbero a pagare il servizio a tariffa piena nonostante il divieto di utilizzare l’acqua per fini potabili. Per questo A.Ba.Co. annuncia l’invio di una formale diffida a Talete spa con la richiesta di ricalcolare il canone idrico per l’intero periodo di validità dell’ordinanza di non potabilità.

Nel documento viene inoltre chiesto un sostegno per le attività commerciali del territorio, che avrebbero dovuto affrontare direttamente i costi legati ai disservizi della rete. L’associazione sostiene che la situazione avrebbe avuto conseguenze sul lavoro delle imprese e annuncia che continuerà a monitorare il caso, riservandosi di intraprendere iniziative nelle sedi ritenute opportune per tutelare la salute e i diritti degli utenti.