Tradizione viterbese

Macchina di santa Rosa, definita la formazione dei facchini

Per il 3 settembre, Dies natalis attraverserà il centro storico con undici nuovi ingressi.

Macchina di santa Rosa, definita la formazione dei facchini

Il conto alla rovescia per il Trasporto della Macchina di santa Rosa è iniziato. Il 3 settembre, le vie del centro storico di Viterbo saranno attraversate da Dies natalis, la struttura ideata da Raffaele Ascenzi e portata per il terzo anno consecutivo dai facchini guidati dal capofacchino Luigi Aspromonte.

La formazione ufficiale è stata resa nota dal Sodalizio dei Facchini di santa Rosa, presieduto da Massimo Mecarini. La composizione è stata definita al termine delle prove di portata svolte tra giugno e luglio e riunisce facchini con esperienza e nuovi ingressi, chiamati a condividere la fatica e la responsabilità di uno degli appuntamenti più attesi dell’anno.

Undici nuovi facchini nel Sodalizio

Tra le novità figurano cinque nuovi ciuffi: Marco Cardona, Alessandro Cardoni, Federico Ciorba, Luca Mattioli e Riccardo Siragusa. Sono invece undici i nuovi facchini entrati nel Sodalizio: Alessandro Agosti, Daniele Barghini, Simone Bernabei, Giuseppe Dalla Costa, Andrea Forti, Leonardo Marzeddu, Gabriele Pacifici, Pietro Roselli, Francesco Sanna, Massimiliano Segatori e Alessandro Venanzoni. Come previsto dalla tradizione, il loro percorso nella formazione comincia dalle corde.

L’organizzazione del Trasporto prevede ruoli differenti e coordinati: guide anteriori e posteriori, ciuffi, stanghette, spallette fisse e aggiuntive, leve, corde e cavalletti. Alla formazione dei facchini si affiancano gli addetti al trasporto, lo staff medico sanitario, i collaboratori, i fotografi e le altre figure operative necessarie alla gestione della serata.

Il messaggio del capofacchino

Durante la prova generale nell’ex chiesa della Pace, il Sodalizio ha riunito tutti i facchini in vista del Trasporto. Aspromonte ha richiamato il valore della collaborazione e il ruolo di ciascun componente, indipendentemente dalla posizione assegnata sotto la struttura.

“Il nostro spirito è quello di una grande famiglia e tutti dovete essere fieri di stare in questa famiglia, al di là del posto occupato sotto la Macchina e senza l’ambizione di bruciare le tappe”, ha detto il capofacchino. Aspromonte ha quindi sottolineato che essere ciuffo non significa essere più bravi o più forti degli altri: “La Macchina si porta in 170 persone e io credo in ognuno di voi”.

La formazione comprende, oltre ai responsabili delle guide Claudio Grassi, Giuseppe Guerrini e Ventura Massantini, le diverse file di ciuffi e le squadre impegnate nelle stanghette, nelle spallette, nelle leve, nelle corde e nei cavalletti. Il supporto sanitario sarà garantito da medici, infermieri e fisioterapisti, mentre altre professionalità seguiranno il trasporto, la posa dei cunei, gli eventi e la documentazione fotografica.