Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha firmato giovedì 3 settembre la proroga dell’ordinanza regionale destinata a proteggere chi svolge attività all’aperto durante le giornate caratterizzate da caldo estremo. Il provvedimento, che sarebbe scaduto il 15 settembre, resterà in vigore fino al 30 settembre.
La misura vieta, su tutto il territorio regionale, lo svolgimento di lavori in condizioni di prolungata esposizione diretta al sole nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16. L’obiettivo è ridurre il rischio di stress termico e colpi di calore per le persone impegnate nei lavori più esposti alle alte temperature.
I settori interessati
L’ordinanza riguarda l’agricoltura e il florovivaismo, compresa la manutenzione del verde. Sono inclusi anche l’edilizia e i cantieri stradali, insieme alle attività di sfalcio dell’erba e ai lavori di verifica sui ponti. Il provvedimento si applica inoltre alle attività estrattive, come quelle svolte nelle cave, alla logistica di piazzale e alla consegna delle merci in ambito urbano, anche quando effettuata con biciclette o veicoli a motore a due ruote.
La proroga estende fino alla fine di settembre le disposizioni già contenute nell’ordinanza emanata a maggio e nella successiva integrazione di luglio. Le restrizioni si applicano sull’intero territorio del Lazio e intervengono in una fase in cui, secondo quanto rilevato dal sindacato, persistono temperature elevate e superiori alla media stagionale.
La richiesta della Cgil
La Cgil di Roma e Lazio ha accolto positivamente la decisione della Regione, ricordando di averne sollecitato l’adozione nei giorni precedenti. Il sindacato ha però chiesto di rafforzare i controlli per garantire continuità alle protezioni previste e verificare il rispetto del divieto nei comparti coinvolti.
Per la Cgil, il caldo estremo non può essere affrontato soltanto come un’emergenza temporanea. Dopo un’estate durante la quale ben oltre la maggioranza delle giornate è stata classificata ad alto rischio, il sindacato sollecita l’apertura di un confronto strutturale con la Regione e con le parti sociali.
Tra le richieste figurano tutele più ampie, capaci di coinvolgere anche i settori ancora esclusi, controlli efficaci e strumenti di sostegno al reddito. L’obiettivo indicato dalla Cgil è evitare che le lavoratrici e i lavoratori siano costretti a scegliere tra la propria salute e la necessità di mantenere il salario, valutando anche eventuali ulteriori proroghe in base all’andamento climatico.