Commercio locale

Nuove aperture in Corso Italia, ma i canoni frenano gli investimenti

Tre insegne si preparano all’esordio, mentre i lavori necessari nei locali complicano le trattative.

Nuove aperture in Corso Italia, ma i canoni frenano gli investimenti

Il centro storico di Viterbo registra nuove aperture commerciali, ma il rilancio delle attività resta legato alla sostenibilità dei costi. Nelle ultime settimane diverse imprese hanno avviato o riavviato la propria attività dentro le mura, alimentando il movimento lungo le strade del centro e riportando attenzione sul ruolo dei negozi nella vita urbana.

Tra le attività recentemente arrivate figurano la pasticceria Cuore di Viterbo e il fast food Don Hut. A queste si sono aggiunti il forno Pandolfi, in via Matteotti, e il negozio di antiquariato Così com’è, approdato in corso Italia. Nella stessa zona ha inoltre riaperto, dopo diversi anni, l’attività Mia cappelli.

Il movimento lungo la passeggiata

Il bilancio delle ultime settimane comprende però anche una chiusura. In corso Italia ha abbassato la saracinesca Tezenis, al termine di una vicenda legata alle condizioni contrattuali e alla gestione del franchising. L’uscita del marchio lascia libero uno spazio rilevante lungo quella che rappresenta una delle principali passeggiate commerciali della città.

Il tratto centrale resta comunque osservato dagli operatori del settore. Nei prossimi mesi sono attese tre inaugurazioni, ma i nomi dei marchi coinvolti non sono ancora stati resi noti. Secondo le indiscrezioni, le nuove attività dovrebbero comprendere proposte legate all’abbigliamento e ad altri comparti commerciali.

Un segnale dell’interesse verso il capoluogo della Tuscia arriva anche dai contatti avviati con Spazio Viterbo, realtà alla quale si sono rivolti cinque tra aziende e singoli imprenditori. Le richieste riguardano assistenza e orientamento in vista di possibili insediamenti, con l’obiettivo di individuare locali e condizioni adatte all’avvio di nuove attività.

Affitti e lavori, gli ostacoli per chi vuole partire

Il quadro resta però complesso sul fronte immobiliare. Le trattative per trovare una sede si interrompono spesso davanti a richieste economiche considerate troppo elevate dagli operatori. Il problema non riguarda soltanto il valore dei canoni di locazione, ma anche le condizioni degli immobili disponibili.

Molti locali, infatti, necessitano di interventi rilevanti di riqualificazione strutturale prima di poter essere utilizzati e aperti al pubblico. Il costo dei lavori si somma così alla spesa per l’affitto, aumentando l’impegno finanziario iniziale per imprese e commercianti. La combinazione tra prezzi richiesti e ristrutturazioni rappresenta quindi uno dei principali fattori capaci di rallentare l’insediamento di nuove attività, anche quando esiste interesse a investire nel centro storico.