Controlli comunali

Piscine Carletti, denunciato per un solarium abusivo di 23 metri

L’area è stata sequestrata: ordinato il ripristino a spese del responsabile entro novanta giorni

Piscine Carletti, denunciato per un solarium abusivo di 23 metri

Alle piscine Carletti di Viterbo, in strada Terme, un uomo è stato denunciato dopo aver realizzato senza autorizzazioni un manufatto in cemento accanto a una delle pozze naturali. L’intervento, definito dagli uffici comunali come un camminamento-solarium, si estende per circa 23 metri, con una larghezza variabile tra uno e due metri.

La struttura vicino alle pozze

La costruzione è stata realizzata su un terreno comunale e comprende una gettata in conglomerato cementizio a bordo vasca. L’autore avrebbe inoltre modificato il sistema di dispersione dell’acqua termale, intubando una parte del canale naturale con tre canalette di scolo rovesciate, larghe circa 30 centimetri e alte 25. Le canalette sono state poi ricoperte con materiale di fortuna.

Secondo quanto ricostruito durante i sopralluoghi, l’uomo era già stato fermato e richiamato dagli agenti della polizia locale circa due settimane prima del controllo conclusivo. In quell’occasione era stato trovato mentre lavorava con strumenti da muratore e materiale edile. Il richiamo, però, non avrebbe interrotto l’intervento.

Denuncia e ordine di demolizione

Il 30 luglio, il personale del servizio comunale per il controllo edilizio è tornato nell’area insieme a una pattuglia della polizia locale. Gli operatori hanno trovato nuovamente l’uomo sul posto, impegnato a completare e rifinire l’opera. A quel punto sono scattati l’identificazione, la denuncia all’autorità giudiziaria e il sequestro preventivo dell’area.

La gettata insiste infatti su un’area sottoposta a diversi vincoli: agricolo, paesaggistico, minerario, archeologico, sismico e legato alla presenza dell’eliporto. Dagli accertamenti è emerso inoltre che non era stata presentata alcuna pratica edilizia né una segnalazione certificata di inizio attività.

Con un’ordinanza è stata quindi disposta la demolizione del manufatto e il ripristino dei luoghi a spese del responsabile. L’intervento dovrà essere completato entro 90 giorni, dopo il dissequestro dell’area da parte del tribunale. In caso di mancato rispetto del termine, il Comune potrà procedere direttamente alla rimozione, addebitando i costi al responsabile.