Il primo temporale dopo la realizzazione della pista ciclabile di via della Pila ha riacceso a Viterbo le contestazioni sull’opera. La pioggia ha riportato al centro dell’attenzione anche le condizioni del capolinea Francigena al Riello, dove autisti e utenti attendono ancora una sistemazione adeguata. Sui due casi sono intervenuti il Comitato spontaneo di via della Pila, la Uil trasporti Lazio e il gruppo consiliare cittadino di Fratelli d’Italia.
Il deflusso dell’acqua alla Pila
Secondo il Comitato spontaneo, il temporale del 10 settembre avrebbe evidenziato problemi nel deflusso dell’acqua piovana. Il gruppo sostiene che l’acqua si sia incanalata tra il parapetto e i cordoli della pista, trasformando quel tratto in un canale di scorrimento. Foto e video diffusi dal comitato mostrano, nella sua ricostruzione, le condizioni dell’area durante il maltempo.
La contestazione riguarda anche il passaggio pedonale, che sarebbe diventato impraticabile a causa dell’altezza raggiunta dall’acqua. Il comitato afferma inoltre che il deflusso avrebbe interessato un’attività commerciale situata nelle vicinanze. Le accuse si aggiungono alle segnalazioni già presentate nei mesi scorsi sulla presenza di tombini intasati, sulla pericolosità dei cordoli e su presunti errori tecnici nella realizzazione dell’intervento.
Tra gli elementi indicati dal comitato c’è anche una grondaia che, secondo la denuncia, scaricherebbe l’acqua direttamente all’interno della pista ciclabile. La polemica non si limita quindi alla valutazione dell’utilità o dell’impatto estetico dell’opera, ma investe soprattutto la sua gestione. Il gruppo parla di un tratto lungo appena 74 metri e chiede conto all’amministrazione comunale delle criticità segnalate.
Le condizioni del capolinea al Riello
La stessa giornata di pioggia ha riportato l’attenzione sul capolinea Francigena del Riello, spostato dal Sacrario. Renato Cerocchi, segretario regionale della Uil trasporti Lazio, ha definito inaccettabili le condizioni in cui autisti e passeggeri sarebbero costretti a lavorare e ad attendere gli autobus.
Il sindacalista ha ricordato che durante l’estate erano stati utilizzati ombrelloni per offrire riparo dal sole. Con l’arrivo della pioggia, secondo Cerocchi, è emersa nuovamente l’assenza di una struttura in grado di proteggere lavoratori e utenti dalle intemperie. La Uil sostiene che un ombrellone non possa rappresentare una soluzione definitiva e che il ponte vicino al capolinea non debba diventare il luogo in cui attendere o trovare riparo.
Il sindacato ha chiesto a Francigena e all’amministrazione comunale di intervenire con urgenza, indicando una soluzione stabile, tempi certi e risposte concrete. In caso contrario, la Uil annuncia il ricorso agli strumenti sindacali disponibili per tutelare autisti e utenti. La richiesta riguarda anche condizioni di lavoro dignitose e maggiore sicurezza per chi utilizza quotidianamente il servizio di trasporto pubblico.
Critiche analoghe sono state espresse dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia Viterbo, composto da Matteo Achilli, Marco de Carolis, Gianluca Grancini e Pietro Amodio. I consiglieri hanno contestato il ricorso all’ombrellone come unico riparo e hanno chiesto una soluzione idonea per il capolinea. Nel loro intervento hanno inoltre criticato la gestione dell’amministrazione Frontini e il cosiddetto risanamento di Francigena, collegando la situazione del Riello ad altre difficoltà della società. Al momento, nel testo, non sono riportate repliche dell’amministrazione comunale o dell’azienda di trasporto.