Durante gli scavi per la bonifica delle località Pascolaro, Casettone e Bivio del Pellegrino, nel territorio di Graffignano, sono emerse altre 8.868,19 tonnellate di rifiuti pericolosi. Il rinvenimento ha modificato le dimensioni dell’intervento e ha spinto la Regione Lazio a stanziare ulteriori 1,5 milioni di euro, portando a 14,5 milioni il finanziamento complessivo destinato all’operazione.
La nuova quantità di materiali è stata individuata durante le attività di scavo avviate nei siti interessati. Secondo quanto riportato nella determinazione regionale del 5 agosto, firmata dalla direttrice Wanda D’Ercole, responsabile della Direzione Ambiente, Transizione energetica e Ciclo dei rifiuti, l’estensione dei rifiuti è risultata maggiore e imprevedibile rispetto alle previsioni iniziali.
La richiesta di finanziamento integrativo
Il nuovo quadro economico è stato definito sulla base degli aggiornamenti tecnici forniti da Sogesid, la società pubblica incaricata della bonifica, e delle richieste del ministero dell’Ambiente. La documentazione regionale è stata pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione Lazio il 1° settembre.
In particolare, il 13 maggio, a circa due settimane dall’apertura del cantiere, Sogesid aveva inviato una nota urgente per segnalare la necessità di un finanziamento integrativo da 1,5 milioni di euro. La richiesta era motivata dall’emersione, nella fase di scavo, di una quantità di rifiuti pericolosi più ampia di quella stimata nel progetto iniziale.
L’aggiornamento ha portato le risorse complessive da 13 a 14,5 milioni di euro. Contestualmente, la superficie interessata dall’intervento è stata aggiornata fino a raggiungere 1.390.000 metri quadrati. Il finanziamento aggiuntivo serve quindi a coprire le attività rese necessarie dal maggiore quantitativo di materiali rinvenuti nell’area.
Una vicenda ambientale iniziata vent’anni fa
Il rinvenimento si inserisce in una vicenda ambientale che interessa la Tuscia da circa due decenni. Il sito di Pascolaro e i sei siti limitrofi di Casettone e Bivio del Pellegrino erano già noti per la presenza di circa 20mila tonnellate di rifiuti tossici, individuate dopo le indagini condotte negli anni precedenti.
La bonifica è iniziata il 30 aprile, quasi vent’anni dopo l’avvio delle indagini che avevano portato alla luce i materiali interrati. Il ritrovamento delle ulteriori 8.868,19 tonnellate aggiunge ora un nuovo elemento al quadro dell’area, che dovrà essere considerato nella prosecuzione delle operazioni.
L’intervento di Graffignano rientra nel programma PNRR per la bonifica dei siti orfani. Nel piano originario erano stati assegnati 13 milioni di euro per il sito di Pascolaro. Dopo gli aggiornamenti tecnici e la scoperta dei nuovi rifiuti, il progetto è stato confermato con un finanziamento complessivo aumentato a 14,5 milioni di euro.