La Regione Lazio avvierà un progetto pilota di sei mesi che consentirà ai medici specialisti di alcune strutture private accreditate, comprese quelle di Viterbo, di prescrivere visite, esami diagnostici e terapie farmacologiche. L’obiettivo dichiarato è rendere più continuo il percorso assistenziale, rafforzare la presa in carico dei pazienti e contribuire alla riduzione delle liste di attesa.
La sperimentazione non introduce una liberalizzazione generalizzata della capacità prescrittiva. L’abilitazione sarà infatti sottoposta a vincoli precisi e le modalità operative saranno definite attraverso successive linee guida regionali. Al termine dei sei mesi, la Regione valuterà se il modello avrà favorito una gestione più fluida del paziente, una maggiore continuità terapeutica e un utilizzo più appropriato delle risorse del Servizio sanitario regionale.
Le condizioni per aderire
Attualmente la possibilità di prescrivere nell’ambito del Servizio sanitario regionale è riconosciuta alle strutture pubbliche e a un numero limitato di soggetti privati accreditati individuati dalla programmazione regionale. Secondo il progetto, questa situazione può creare percorsi differenti e richiedere passaggi intermedi per la gestione dei controlli e del follow-up, con possibili ripercussioni sui tempi di accesso alle cure.
Con la nuova misura, i medici dipendenti delle strutture private accreditate potranno emettere ricette dematerializzate per prestazioni sanitarie e farmaceutiche tramite il sistema informativo Sismed. L’adesione sarà volontaria: le strutture interessate dovranno presentare una richiesta alla direzione regionale competente e informare la Asl di riferimento.
Le prescrizioni potranno riguardare esclusivamente le branche per le quali la struttura è accreditata e nelle quali siano attivi percorsi di presa in carico integrati nella programmazione della Asl. Le ricette saranno utilizzabili soltanto per prenotare prestazioni nelle agende digitali della stessa struttura. Il direttore sanitario dovrà inoltre trasmettere ogni mese alla Regione un rapporto con gli estremi del prescrittore, il codice identificativo del paziente, la diagnosi e il numero della ricetta elettronica.
Agende e liste di attesa
Le strutture partecipanti dovranno garantire una disponibilità di agende per le prestazioni di primo accesso con priorità B, breve, e D, differibile, almeno pari al volume del 2025, salvo diverse indicazioni della Asl. La previsione mira a evitare che l’ampliamento della capacità prescrittiva aumenti le richieste senza un corrispondente adeguamento dell’offerta.
Tra gli effetti attesi dalla Regione figurano la possibilità per lo specialista di prescrivere direttamente i farmaci al termine della visita, la semplificazione dei successivi controlli e una maggiore continuità nella presa in carico. Il provvedimento punta anche a ridurre le prescrizioni improprie di visite di controllo come prime visite, liberando disponibilità nei sistemi di prenotazione e contenendo i tempi di attesa per i nuovi accessi.