Diritti sociali

Anziani, allarme nel Lazio: solitudine e cure lontane

La Cna pensionati propone tavolo permanente, inclusione digitale e sostegno alla non autosufficienza.

Anziani, allarme nel Lazio: solitudine e cure lontane

Solitudine, difficoltà nell’accesso alle prestazioni e divario digitale sono tra le principali criticità che interessano la popolazione anziana nel Lazio. Il quadro è emerso durante l’assemblea annuale della Cna pensionati Lazio, organizzata a Montefiascone, alla quale hanno partecipato circa 250 associati.

Nel corso dell’incontro, Giuliano Nisi, presidente dell’associazione sindacale di Viterbo, ha richiamato l’attenzione sulle urgenze della Tuscia, a partire dalle liste d’attesa. Il rischio, secondo Nisi, è che le persone anziane siano costrette a rinunciare a una prestazione oppure a percorrere decine di chilometri per raggiungere una visita specialistica.

Servizi di prossimità e inclusione

Tra i temi affrontati ci sono anche le Case della comunità, che secondo la Cna pensionati dovrebbero trasformarsi in presidi sanitari e sociali realmente operativi nei borghi, evitando di rimanere soltanto strutture inaugurate o appesantite dalla burocrazia. L’obiettivo indicato è avvicinare i servizi alla vita quotidiana delle persone e ridurre gli ostacoli legati alla distanza.

Fabrizio Marra, segretario della Cna pensionati Lazio e delle sedi di Viterbo e Civitavecchia, ha evidenziato le difficoltà incontrate da molti anziani nell’utilizzo delle nuove tecnologie. In assenza di una rete umana di supporto, l’accesso a procedure e comunicazioni digitali può generare ansia ed esclusione. Solitudine e ritiro sociale, ha osservato, non riguardano esclusivamente la terza età e richiedono servizi calibrati sui tempi, sulle competenze e sul linguaggio dei cittadini.

Le proposte per il welfare

Nel suo intervento, Marra ha ricordato alcune misure già attivate dalla Regione Lazio, tra cui il sostegno economico al caregiver familiare, la compartecipazione alle spese per le Rsa e un fondo di solidarietà contro le truffe agli anziani. Restano però aperte, secondo l’associazione, le questioni legate alla sanità, alla riduzione delle liste d’attesa, alla solitudine e all’assistenza delle persone non autosufficienti.

La Cna pensionati ha quindi indicato quattro proposte: la sottoscrizione di un protocollo d’intesa sulla non autosufficienza, l’istituzione di un tavolo regionale permanente sull’invecchiamento attivo, la realizzazione di progetti comuni per l’inclusione digitale e la prevenzione, oltre alla valorizzazione del volontariato senior e del dialogo tra generazioni.

Durante l’assemblea è stato affrontato anche il tema della trasmissione delle competenze. Nel Viterbese, ha sottolineato Nisi, il patrimonio professionale degli ex artigiani rischia di disperdersi senza occasioni di confronto con i più giovani. Il coinvolgimento degli anziani viene così indicato come una possibile risorsa per la continuità economica e culturale dei borghi.

La Cna pensionati Lazio conta 11.215 associati; tra Viterbo e Civitavecchia gli iscritti sono 3.741. L’organizzazione offre supporto attraverso Caf e patronato su pratiche relative all’invalidità civile, alla legge 104 e alla gestione del lavoro domestico, oltre ad aiutare gli utenti a interpretare notifiche e comunicazioni generate da sistemi automatizzati. Ad aprire i lavori è stata la presidente regionale Giuseppina Tripodi. Sono intervenuti anche il presidente di Cna Lazio Michelangelo Melchionno, i rappresentanti provinciali e il segretario nazionale Cna pensionati Mario Pagani.