Cultura locale

A Bomarzo tornano i libri studiati da Vicino Orsini

Edizioni cinquecentesche e letture in costume nella dimora, il 10 e 11 ottobre

A Bomarzo tornano i libri studiati da Vicino Orsini

Il 10 e 11 ottobre a Bomarzo sarà possibile conoscere da vicino i volumi consultati da Vicino Orsini, ideatore del Sacro Bosco, noto anche come Parco dei mostri. L’iniziativa, intitolata La Biblioteca di Vicino, propone una selezione di testi antichi all’interno della dimora storica della famiglia Orsini, nel luogo in cui il progetto culturale e allegorico del parco prese forma.

Durante i mesi invernali, quando i lavori all’aperto non potevano proseguire, Vicino Orsini si dedicava allo studio e alla progettazione tra le stanze del palazzo. Consultava edizioni rare, confrontava i testi e costruiva l’apparato simbolico destinato al bosco di Bomarzo. Per l’occasione, alcuni di quei volumi torneranno nella Stanza delle ceramiche, ambiente decorato con le rose araldiche della casata.

I testi alla base del Sacro Bosco

La mostra è promossa dalla Proloco di Bomarzo insieme ad Archeoares, con la curatela scientifica di Antonio Rocca, storico dell’arte e direttore dell’Accademia di belle arti Lorenzo da Viterbo. Tra le opere esposte figurano edizioni cinquecentesche di Achille Bocchi, Paolo Giovio, Jacopo Sannazaro, Bernardo Tasso, Annibal Caro, Annio da Viterbo, Francesco Sansovino e Giulio Camillo, rintracciate sul mercato antiquario internazionale.

Il percorso sarà accompagnato dalla presenza di attori in abiti d’epoca, che reciteranno brani tratti dai testi presentati. Gli accessi saranno contingentati e organizzati in turni prestabiliti tra le 10 e le 18, con prenotazione dei biglietti online sulla piattaforma Archeoares. La gestione degli ingressi è stata pensata per tutelare gli ambienti della residenza e consentire una visita ordinata.

La memoria del palazzo e del territorio

Secondo i promotori, l’appuntamento vuole riportare l’attenzione non solo sul complesso monumentale, ma anche sulla figura di Vicino Orsini e sul contesto culturale in cui maturò la sua opera. Luigi Pasqualetti, presidente della Fondazione Carivit, ha sottolineato la distanza ancora esistente tra la notorietà del Sacro Bosco e la conoscenza del suo ideatore.

Il sindaco di Bomarzo, Marco Perniconi, ha ricordato il valore didattico dell’iniziativa e la necessità di trasmettere alle nuove generazioni la storia del personaggio legato all’identità del paese. La residenza degli Orsini ha attraversato vicende complesse: nel 1954 l’intera proprietà fu messa all’asta; la famiglia Bettini acquisì e recuperò l’area boschiva, mentre il palazzo passò a privati e subì alcune modifiche interne.

Nel corso della presentazione è emersa anche una riflessione più ampia sulla memoria rinascimentale della Tuscia. Rocca e l’assessore alla cultura di Viterbo, Alfonso Antoniozzi, hanno richiamato l’esigenza di valorizzare il legame con la famiglia Farnese e di integrare il racconto medievale del territorio con quello rinascimentale. Tra le proposte citate c’è anche una revisione della toponomastica cittadina, senza cancellare le altre fasi della storia locale.