Iter amministrativo

Il Comune riesaminerà la casa famiglia a Bassano in Teverina

L’annullamento del diniego non autorizza automaticamente l’avvio: saranno controllati urbanistica e requisiti previsti.

Il Comune riesaminerà la casa famiglia a Bassano in Teverina

Il Comune di Bassano in Teverina dovrà riesaminare la richiesta per l’apertura di una casa famiglia destinata a minori, dopo la sentenza con cui il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha annullato il precedente provvedimento di diniego adottato dall’amministrazione nei confronti della cooperativa Miravam.

L’ente locale prende atto della decisione e ribadisce il rispetto per la magistratura amministrativa, ma precisa che la pronuncia non supera le preoccupazioni di carattere politico e sociale espresse fin dall’inizio sulla collocazione della struttura. Secondo il Comune, la valutazione dovrà tenere conto delle caratteristiche specifiche di una realtà di piccole dimensioni come Bassano in Teverina.

Le perplessità sulla collocazione

Al centro delle osservazioni dell’amministrazione c’è soprattutto la posizione dell’immobile, situato nel centro abitato. Il Comune richiama inoltre l’assenza di un presidio permanente delle forze dell’ordine, ritenendo che questi elementi richiedano un ulteriore approfondimento sulle condizioni in cui il progetto dovrebbe essere realizzato.

L’amministrazione sottolinea che la propria posizione non intende mettere in discussione il valore dell’accoglienza né la necessità di garantire assistenza e protezione ai minori in difficoltà. Le questioni sollevate riguardano invece le modalità di inserimento della struttura nella comunità locale e le garanzie ritenute necessarie per tutelare sia gli ospiti sia i residenti.

Il nuovo esame della richiesta

Sul piano amministrativo, il Comune evidenzia che l’annullamento del diniego non equivale automaticamente al rilascio dell’autorizzazione. L’ente dovrà quindi procedere a un nuovo esame dell’istanza presentata dalla cooperativa, attenendosi alle indicazioni contenute nella sentenza e verificando gli aspetti di propria competenza.

Tra gli elementi da approfondire rientra innanzitutto la conformità urbanistica dell’immobile, insieme agli ulteriori requisiti previsti dalla normativa per l’esercizio dell’attività socio-assistenziale. Solo al termine di queste verifiche l’amministrazione potrà assumere le decisioni conseguenti.

La vicenda resta dunque aperta. La pronuncia del TAR impone al Comune di riesaminare la richiesta, mentre l’amministrazione conferma l’intenzione di mantenere alta l’attenzione sulle possibili ricadute della struttura nel contesto cittadino. L’ente assicura che ogni successiva valutazione sarà condotta nel rispetto della legge e considerando le esigenze della comunità locale.