Dietrofront governo

Il governo revoca l’autorizzazione al parco eolico tra Viterbo e Montefiascone

Revocata l'autorizzazione al parco eolico in provincia di Viterbo.

Il governo revoca l’autorizzazione al parco eolico tra Viterbo e Montefiascone

Il progetto del parco eolico tra Viterbo, Montefiascone e Celleno subisce un clamoroso dietrofront da parte del governo Meloni. Dopo aver inizialmente autorizzato l’impianto “Energia Viterbo”, il consiglio dei ministri ha deciso di revocare l’autorizzazione concessa, annullando la delibera di valutazione di impatto ambientale. Questa decisione arriva dopo che il TAR aveva già bloccato il progetto, che prevedeva l’installazione di 13 aerogeneratori alti 200 metri.

Il governo ha ritenuto che il progetto non fosse compatibile con le caratteristiche del territorio, considerando l’impatto visivo e paesaggistico e il rilevante effetto cumulativo degli impianti già esistenti o autorizzati nella provincia di Viterbo. La revoca dell’autorizzazione è stata accolta con favore da diversi esponenti politici e amministratori locali, che avevano già espresso forti preoccupazioni riguardo all’impatto del progetto.

Le reazioni politiche

Francesco Battistoni, deputato di Forza Italia e membro della commissione Ambiente, ha commentato positivamente la decisione del governo, sottolineando l’importanza di considerare le istanze del territorio e di perseguire la transizione energetica con pragmatismo. “Non si può prescindere dall’impatto su territori già sovraccarichi”, ha affermato Battistoni, evidenziando la necessità di un equilibrio tra sviluppo energetico e tutela del paesaggio.

Il presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli, ha dichiarato che la provincia non arretrerà nella sua battaglia contro lo sfruttamento massiccio dei terreni per impianti di energia rinnovabile. “La transizione ecologica è una sfida irrinunciabile”, ha affermato, sottolineando che il territorio produce energia rinnovabile in quantità superiore al fabbisogno locale e chiedendo rispetto per le comunità locali.

La situazione rimane tesa, con la Provincia pronta a utilizzare tutti gli strumenti legali e istituzionali per difendere il proprio territorio e garantire che la transizione energetica sia equa e sostenibile.