Un video del confronto all’ONU tra Reem Alsalem, Relatrice speciale dell’Onu sulla violenza alle donne e alle ragazze, e Ilana Gritzewsky, vittima di una violenza sessuale, ha suscitato un ampio dibattito. Gritzewsky ha raccontato la sua esperienza di aggressione subita da sette palestinesi durante il pogrom del 7 ottobre, invitando la relatrice a guardarla negli occhi mentre narrava la sua storia.
Durante il confronto, Reem Alsalem ha espresso dubbi sull’accaduto, chiedendo ulteriori prove da parte di terzi. Tuttavia, non ha mai guardato negli occhi Gritzewsky, il che ha sollevato ulteriori interrogativi sulla sua imparzialità. La relatrice, di origine giordana e nota per le sue posizioni antisraeliane, ha anche confermato i sospetti riguardo al ruolo dell’UNRWA (United Nations Relief Work Agency), che ha sospeso 12 membri accusati di aver partecipato al pogrom.
Credibilità dell’ONU in discussione
Negli ultimi anni, l’ONU ha visto un calo della sua credibilità internazionale, principalmente a causa della sua parzialità nelle relazioni di denuncia, che sembrano focalizzarsi quasi esclusivamente contro Israele. Questo ha portato a un avallo della definizione di genocidio nella guerra di Gaza, colpendo in particolare la popolazione infantile.
Inchieste giornalistiche hanno rivelato che alcuni funzionari dell’ONU, tra cui Alsalem e Albanese, potrebbero avere interessi finanziari con stati canaglia arabi. Questo solleva interrogativi sulla trasparenza e sull’integrità delle loro posizioni.
Il problema principale, tuttavia, è la permeabilità dei media occidentali, che agiscono come fattori di consenso e mobilitazione. Il ruolo di giornalisti e intellettuali è cruciale in questa propaganda, che si manifesta in una narrazione raffinata e pervasiva, spesso a scapito della verità e della giustizia.