Questione ambientale

Deposito nazionale, entro l’anno la scelta sul sito

Andrea Di Sorte riferisce indicazioni ministeriali; Tuscia ribadisce obiezioni sulle 21 aree individuate.

Deposito nazionale, entro l’anno la scelta sul sito

Entro la fine dell’anno il governo potrebbe individuare il sito destinato a ospitare il deposito nazionale delle scorie nucleari. L’indicazione è stata riferita da Andrea Di Sorte, sindaco di Bolsena e consigliere provinciale, durante l’ultima riunione con le associazioni del territorio. Secondo quanto spiegato dall’amministratore, le informazioni arriverebbero da fonti interne al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, probabilmente riconducibili allo stesso ministro Gilberto Pichetto Fratin.

Di Sorte ha precisato di aver riportato la notizia anche in consiglio provinciale, rivendicando la trasparenza dell’informazione. Il quadro, tuttavia, resta legato alle intenzioni del governo e non a una decisione ufficiale già formalizzata. Il consigliere ha parlato di una definizione attesa entro la fine dell’anno, mantenendo una posizione prudente sulla possibilità che il procedimento possa subire modifiche.

Le contestazioni della Provincia

La scelta avrebbe conseguenze rilevanti per la Tuscia se dovesse ricadere su uno dei 21 siti classificati come idonei nella provincia di Viterbo. Il territorio contesta da tempo l’ipotesi di ospitare l’infrastruttura, sostenendo che la presenza del deposito potrebbe incidere sulle vocazioni agricole e sulle ambizioni turistiche dell’area. Alla mobilitazione partecipano comitati e associazioni, mentre negli anni sono stati presentati anche ricorsi contro l’inserimento dei siti nel percorso di individuazione.

La Provincia di Viterbo, che ha affidato a Di Sorte la delega all’ambiente, ha trasmesso il 2 ottobre una relazione al nucleo di valutazione della Vas, la Valutazione ambientale strategica. Nel documento vengono contestati punto per punto i contenuti della documentazione elaborata da Sogin, la società che aveva indicato la Tuscia tra le aree idonee. L’obiettivo dell’amministrazione è ottenere una valutazione delle osservazioni presentate nell’ambito del procedimento.

Il peso della carta delle aree idonee

Il dossier provinciale, secondo quanto riferito dal sindaco di Bolsena, è stato predisposto da una commissione tecnica composta da esperti. Di Sorte ha sottolineato il carattere tecnico del lavoro, sostenendo che non si tratti di un’iniziativa politica. La Provincia si dice fiduciosa che la relazione venga esaminata, anche in considerazione del livello di dettaglio attribuito al documento.

Nella Cnai, la Carta nazionale delle aree idonee, la provincia di Viterbo presenta il numero più elevato di siti tra i territori interessati, con 21 localizzazioni indicate come possibili. La decisione finale spetta alle autorità nazionali, che dovranno definire il sito destinato al deposito. Nel frattempo, nel territorio della Tuscia prosegue l’opposizione di amministratori, comitati e associazioni, in attesa degli esiti della valutazione e delle successive determinazioni del governo.