Il gruppo consiliare di centrodestra a Civita Castellana ha presentato un esposto al prefetto di Viterbo riguardo all’esposizione della bandiera palestinese sul palazzo comunale, contestando la legittimità della mozione approvata dalla maggioranza. L’opposizione, tramite le parole di Claudio Parroccini, invoca la neutralità delle istituzioni e chiede verifiche sulla conformità del provvedimento rispetto all’uso degli spazi pubblici.
La richiesta di intervento alla prefettura
Il rappresentante dell’opposizione ha formalizzato la contrarietà della coalizione annunciando l’invio di un documento ufficiale agli uffici territoriali del governo: “Nel corso del Consiglio comunale la maggioranza ha approvato una mozione che impegna l’Amministrazione comunale a esporre, per una giornata all’anno, la bandiera palestinese sul balcone del Palazzo Comunale. Riteniamo che una decisione di questo tipo meriti un’attenta verifica sotto il profilo della legittimità. Per questo motivo trasmetteremo una nota al Prefetto affinché valuti se tale iniziativa sia conforme al quadro normativo vigente e, qualora lo ritenga, adotti le iniziative di competenza”.
La difesa della neutralità del municipio
La coalizione di minoranza evidenzia come gli edifici pubblici debbano conservare un carattere di terzietà rispetto alle vicende della politica estera e ai singoli orientamenti dei partiti: “Il Comune non è la casa della maggioranza di turno. Il Palazzo Comunale rappresenta l’intera cittadinanza e le istituzioni hanno il dovere di mantenere un ruolo imparziale, evitando che gli spazi istituzionali vengano utilizzati per affermare posizioni di carattere politico o ideologico. Esprimere vicinanza alle popolazioni civili colpite dai conflitti è un sentimento che può e deve unire tutti. Proprio per questo riteniamo che le istituzioni debbano mantenere equilibrio e imparzialità”.
La contestazione solleva anche il problema dei criteri di scelta rispetto alle numerose emergenze umanitarie e belliche presenti nel panorama globale: “Diversamente, si aprirebbe un precedente difficilmente sostenibile: se si decidesse di esporre la bandiera di uno dei popoli coinvolti in un conflitto, con quale criterio si potrebbe negare lo stesso riconoscimento agli altri popoli che, in diverse parti del mondo, stanno vivendo guerre, invasioni, persecuzioni o gravi crisi umanitarie? Le sofferenze delle popolazioni civili meritano tutte il medesimo rispetto e non possono essere oggetto di una selezione politica. Per questo ci rivolgeremo al Prefetto, nella convinzione che sia necessario garantire il rispetto della legalità e la neutralità delle istituzioni, affinché il Palazzo Comunale continui a rappresentare tutti i cittadini e non soltanto la volontà della maggioranza che, temporaneamente, amministra il Comune”.
La posizione della minoranza si chiude ribadendo i confini operativi dell’attività amministrativa di un ente locale: “Le istituzioni locali hanno il compito di amministrare, non di utilizzare i simboli del Comune per assumere posizioni che rischiano di dividere i cittadini su questioni di politica internazionale. Il Palazzo Comunale deve restare un luogo di tutti, non il palcoscenico delle scelte ideologiche della maggioranza di turno”.