Regime 41 bis

Tribunale nega a Burgio lettore Cd in carcere per motivi di sicurezza

Il tribunale di Viterbo nega la richiesta di Burgio per ascoltare musica.

Tribunale nega a Burgio lettore Cd in carcere per motivi di sicurezza

Il tribunale di sorveglianza ha respinto la richiesta di James Burgio, 34 anni, genero del boss Antonio Massimino, di poter ascoltare musica tramite un lettore Cd nel carcere di Viterbo, dove è sottoposto al regime del 41 bis.

Il magistrato ha dichiarato inammissibile il reclamo presentato dall’avvocato Salvatore Pennica, evidenziando che non sussiste alcun grave pregiudizio all’esercizio del diritto di ascolto, poiché Burgio può comunque fruire della musica attraverso la radio e la televisione, strumenti consentiti anche ai detenuti in regime di 41 bis.

Motivazioni del rifiuto

Il provvedimento si basa su una circolare del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che vieta il possesso di lettori Cd e Dvd per ragioni di sicurezza. Il magistrato ha sottolineato il rischio che i compact disc possano essere introdotti fraudolentemente dall’esterno, eludendo le limitazioni ai contatti con i familiari. Inoltre, i testi delle canzoni potrebbero contenere messaggi criptici, utilizzabili per impartire ordini ai sodali in libertà.

Burgio è considerato dagli inquirenti il reggente operativo del clan di Porto Empedocle e, dal maggio dello scorso anno, è sottoposto al regime del carcere duro dopo che nella sua cella del carcere di Augusta era stato trovato un telefono cellulare. L’analisi dei dati aveva rivelato che da lì aveva gestito traffici di droga e mantenuto contatti con i vertici del clan.

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, aveva motivato l’applicazione del 41 bis sottolineando la “sconcertante capacità di mantenere rapporti con l’esterno usando i cellulari”. Ulteriori restrizioni erano state imposte dal giudice per le indagini preliminari di Palermo, tra cui il controllo preventivo su ogni forma di comunicazione e il divieto di ricevere giornali o riviste.