Controllo territorio

Sequestrate strutture abusive a Faleria per gestione illecita di rifiuti

Sequestrate strutture abusive a Faleria per gestione illecita di rifiuti.

Sequestrate strutture abusive a Faleria per gestione illecita di rifiuti

Nei giorni scorsi, i Carabinieri Forestali di Civita Castellana, insieme ad altri reparti dell’Arma e al Servizio Veterinario della Asl di Viterbo, hanno sequestrato cinque strutture abusive destinate a ricovero e sgambamento per cani in località Paterno, nel comune di Faleria. L’operazione ha avuto luogo in un’area di particolare pregio ambientale e paesaggistico, sottoposta a vincolo archeologico e riconosciuta di notevole interesse pubblico.

Le indagini hanno rivelato che le opere erano state realizzate senza il permesso di costruire. Il presunto responsabile è stato identificato e denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Viterbo per violazioni urbanistico-paesaggistiche e per gestione illecita di rifiuti. In particolare, sono stati contestati lo sversamento di rifiuti liquidi sul suolo e la raccolta non autorizzata di deiezioni animali all’interno di una fossa impermeabilizzata.

Pene e sanzioni previste

Per i reati contestati, in caso di condanna, sono previste pene che vanno dall’arresto fino a due anni, con ammende superiori ai 50 mila euro per gli abusi edilizi in area vincolata, oltre all’obbligo di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi. Per la violazione ambientale relativa ai rifiuti, la normativa prevede l’arresto da tre mesi a un anno oppure un’ammenda fino a 26 mila euro.

Contestualmente, sono state avviate le procedure amministrative per la demolizione delle opere abusive e il ripristino dell’area. È stata applicata anche la procedura della “prescrizione asseverata”, che consente al contravventore di estinguere il reato attraverso la rimozione dei rifiuti e il loro corretto conferimento in impianti autorizzati, oltre al pagamento di una sanzione pecuniaria.

I Carabinieri Forestali hanno sottolineato che l’operazione rientra nell’attività costante di controllo e tutela del territorio, con particolare attenzione alla salvaguardia delle aree di pregio paesaggistico e ambientale. È importante notare che l’indagato è attualmente solo indiziato di reato e la sua eventuale responsabilità potrà essere accertata solo con sentenza definitiva, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.