È stata rinviata al 16 dicembre l’udienza a porte chiuse per i sei operatori sociosanitari della casa di riposo Villa Daniela di Latera, coinvolti nell’inchiesta per presunti maltrattamenti pluriaggravati ai danni di 21 anziani. Il procedimento si è aperto davanti alla gip Daniela Rispoli con la costituzione delle parti offese.
Complessivamente sono oltre venti le persone che hanno chiesto di partecipare al procedimento, tra cui i familiari di sette ospiti deceduti nel frattempo. Tra le persone offese figura anche un’anziana di 85 anni che, secondo l’accusa, avrebbe subito violenze sessuali e che è morta poco dopo la chiusura delle indagini.
Le contestazioni dei familiari
Le ipotesi investigative descrivono una serie di condotte che avrebbero riguardato alcuni degenti della struttura. In particolare, gli anziani sarebbero stati narcotizzati, lasciati senza cibo e legati ai letti. I legali di alcuni familiari hanno depositato memorie per opporsi ai riti alternativi richiesti dalle difese degli operatori.
Le difese hanno chiesto ulteriore tempo per esaminare la documentazione e valutare le contestazioni. Cinque imputati sarebbero orientati a chiedere il patteggiamento, con pene comprese tra due anni e quattro mesi e tre anni e otto mesi. Ha invece scelto il rito abbreviato il 38enne di Tuscania, al quale viene contestata anche la violenza sessuale ai danni dell’anziana ultraottantenne.
L’inchiesta e le misure cautelari
Gli imputati sono Carmine Battiloro, 26 anni, di Pitigliano; Marilena Ciasar, 55 anni, di Marta; Mirko Tosi, 38 anni, di Tuscania; Tommaso Curio, 62 anni, di Ischia di Castro; Eugenia Monelli, 34 anni, di Grotte di Castro; e Domenico Renzetti, 51 anni, di Onano. Tutti sono assistiti dai rispettivi difensori.
L’indagine è stata condotta dai carabinieri di Montefiascone e dai militari del Nas, sotto il coordinamento del pm Flavio Serracchiani. Il procedimento era partito nella primavera del 2024 dopo la denuncia presentata da tre ex dipendenti della casa di riposo.
Nel gennaio 2025 i primi tre operatori erano stati arrestati, mentre per gli altri erano state disposte misure interdittive. Tutti e sei erano stati licenziati a febbraio e sono tornati liberi a metà agosto 2025, quando il gip ha ritenuto cessate le esigenze cautelari. L’udienza del 16 dicembre dovrà quindi esaminare le richieste dei difensori e le opposizioni presentate dai familiari delle persone offese.