Negli ultimi anni, l’uso dei social media ha assunto una dimensione distopica, caratterizzata da un futuro preoccupante per la comunicazione e le relazioni umane. La tecnica sembra aver superato l’uomo e i suoi valori intrinseci, imponendo leggi che si basano esclusivamente sull’ottenimento di risultati rapidi e a basso costo.
Questa evoluzione ha profondamente investito la comunicazione, tanto che essa non appartiene più ai soggetti sociali e autonomi. In questo contesto, le fasce più giovani della popolazione, che non hanno conosciuto alternative, si trovano a essere vittime di questo sistema, dedicando gran parte del loro tempo a interagire con schermi e tastiere.
Il tempo trascorso sui social
Un aspetto allarmante è la mancanza di gusto per la scoperta e l’immaginazione, elementi fondamentali per la crescita e lo sviluppo personale. Le narrazioni classiche, come quelle di Cappuccetto Rosso o Biancaneve, sembrano ormai lontane dalla realtà quotidiana di molti giovani. Ci si interroga su quali danni stia causando questa situazione all’umanità, un tema che diventa sempre più rilevante nelle nostre case e famiglie.
Recenti studi hanno monitorato il tempo sottratto a una normale vita di relazione tra i giovani di oltre 16 anni che utilizzano piattaforme social. In cima alla lista troviamo Facebook con il 75,5%, seguito da Instagram con il 75,4%, Messenger con il 47,7%, Telegram con il 47,2%, Tik Tok con il 43,6% e X con il 21,8%. Questi dati evidenziano un uso massiccio dei social media, che influisce negativamente sulle interazioni sociali tradizionali.
Il tempo medio mensile sui social
Secondo una fonte del Sole 24 Ore, il tempo medio mensile trascorso sui social media è significativo: Tik Tok occupa 29 ore e 41 minuti, mentre YouTube si attesta a 17 ore. Questi numeri pongono interrogativi sul futuro delle relazioni interpersonali e sull’impatto che i social media hanno sulla vita quotidiana dei giovani.