Università agraria

La Torre di Chia rimane all’Università agraria

La Corte d'appello di Roma respinge la richiesta di Gallinari.

La Torre di Chia rimane all’Università agraria

La Torre di Chia rimane all’Università agraria. Il 14 maggio scorso, la Corte d’appello di Roma, sezione speciale usi civici, ha respinto la richiesta di sospensiva presentata da Gabriele Gallinari, attore e attuale proprietario sub iudice dell’ultima dimora di Pier Paolo Pasolini. La sentenza di primo grado aveva già assegnato il complesso all’ente universitario, ma la vicenda continua a essere complessa e incerta.

Secondo i giudici, il reclamo di Gallinari non appare manifestamente fondato, ma la Corte dovrà comunque esprimersi nel merito della questione. La controversia ha avuto inizio quando il commissario degli usi civici del Lazio, Antonio Perinelli, ha annullato l’atto di vendita del 2021, attraverso il quale gli eredi di Pasolini avevano ceduto la torre e le relative pertinenze a Gallinari, noto per la sua carriera in diverse serie televisive.

Una storia travagliata

La Torre di Chia è un’autentica icona medievale, facilmente riconoscibile per chi percorre la superstrada Orte-Viterbo. La sua storia è lunga e complessa, avendo attraversato diverse proprietà nel corso dei secoli. Originariamente appartenuta agli Orsini e successivamente ai Lante della Rovere, nella seconda metà dell’Ottocento fu donata dai Borghese ai cittadini.

Quando Pasolini scoprì la torre nel 1963, durante le riprese del “Vangelo secondo Matteo”, la struttura era ridotta a un rudere. Oggi, la Torre di Chia continua a rappresentare un simbolo di bellezza e storia, immersa in un paesaggio che potrebbe incantare anche il grande Ariosto.