Il carcere di Viterbo è descritto come “una polveriera fuori controllo” dal sindacato di polizia penitenziaria Sippe, a seguito di una serie di eventi drammatici avvenuti tra il 25 e il 26 luglio. Gli episodi includono un incendio, il suicidio di un detenuto e il tentato suicidio di un altro, che hanno riportato l’attenzione sulle condizioni del Nicandro Izzo a Mammagialla.
Il presidente della Provincia, Alessandro Romoli, ha dichiarato che le “drammatiche ore” vissute all’interno della casa circondariale richiedono una riflessione autentica da parte delle istituzioni. Ha sottolineato che le difficoltà strutturali e la gestione degli spazi necessitano di interventi chiari e tempestivi a livello centrale, evidenziando che dietro le statistiche sul sovraffollamento ci sono volti e storie che meritano risposte.
L’incendio e le emergenze
L’incendio è divampato la sera del 25 luglio nella sezione precauzionale di Mammagialla, costringendo all’evacuazione. Si sospetta che il rogo sia stato provocato da detenuti durante una protesta, con fiamme appiccate a materassi. Il fumo ha invaso i corridoi e l’infermeria, causando l’intossicazione di 23 persone: 17 detenuti e 6 agenti della polizia penitenziaria, tra cui il comandante intervenuto. Sono stati necessari soccorsi ospedalieri per 7 persone, di cui una in codice rosso.
Poche ore dopo l’incendio, un detenuto di 29 anni, originario del Marocco, è stato trovato morto nella sua cella, apparentemente suicida. Il segretario della Fns Cisl Lazio, Massimo Costantino, ha dichiarato che la tragedia non è correlata all’incendio, ma evidenzia il problema della mortalità nelle carceri. Un altro detenuto ha tentato di suicidarsi, ma è stato salvato dagli agenti.
Omicidi e aggressioni
La tensione nel carcere era già alta a causa dell’omicidio di Mohammed Channoun, un detenuto di 26 anni accoltellato il 16 luglio durante una rissa. Le indagini hanno portato a dieci indagati, tra cui cittadini stranieri e italiani, e il pm Flavio Serracchiani ha disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso.
Il 17 luglio, due agenti della polizia penitenziaria sono stati aggrediti e costretti a cercare soccorso. Anche nei mesi precedenti si sono registrati episodi di violenza, con agenti aggrediti e feriti in diverse occasioni. La situazione al carcere di Viterbo continua a destare preoccupazione e richiede interventi urgenti per garantire la sicurezza di tutti.