Contratti giornalistici

Avviati i lavori per il rinnovo del contratto collettivo FIGEC-USPI

FIGEC e USPI avviano la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico per il quadriennio 2026-2029.

Avviati i lavori per il rinnovo del contratto collettivo FIGEC-USPI

FIGEC e USPI hanno avviato le trattative per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro giornalistico (codice CNEL G02F) per il quadriennio 2026-2029. Le delegazioni, composte dal Segretario generale e dal Presidente del sindacato dei giornalisti FIGEC, Carlo Parisi e Lorenzo Del Boca, e dal Segretario e dal vice Segretario generale dell’Unione Stampa Periodica Italiana, Francesco Saverio Vetere e Sara Cipriani, si sono incontrate a Roma per discutere le proposte di sviluppo del contratto, focalizzandosi su adeguamenti salariali, miglioramenti normativi e maggiore attenzione alle testate di informazione nazionale. I lavori proseguiranno a ritmo serrato, anche in considerazione delle nuove norme introdotte dalla Legge 25 giugno 2026, n. 112.

Obiettivi del rinnovo

Il segretario generale USPI, Francesco Saverio Vetere, ha dichiarato che “con il rinnovo contrattuale, USPI intende consolidare gli obiettivi raggiunti, a partire dalla prima stesura del Protocollo nel 2020: certezza dei rapporti contrattuali, sostenibilità per le aziende e tutela massima dei diritti dei lavoratori”. Vetere ha sottolineato che il contratto sta ricevendo sempre maggiore attenzione in un settore che non si presta facilmente a forme normative rigide. La struttura del CCNL FIGEC-USPI consente l’adeguamento a tutte le tipologie di media, vecchi e nuovi, con l’ambizione di creare un sistema duraturo nel tempo.

Il Segretario generale FIGEC, Carlo Parisi, ha evidenziato l’importanza di garantire ai giornalisti il miglior contratto possibile, sottolineando che la sostenibilità delle aziende è fondamentale. “È compito di un sindacato serio non lasciare indietro nessuno”, ha affermato Parisi, avvertendo del rischio di riportare migliaia di colleghi nella precarietà del lavoro autonomo, che spesso comporta sfruttamento e mortificazione della dignità professionale.

Contesto e prospettive

Dal 1° gennaio 2023, grazie al Contratto collettivo nazionale di lavoro giornalistico e all’accordo sul lavoro autonomo, FIGEC e USPI hanno dato dignità e futuro a migliaia di giornalisti, evitando che fossero costretti a lavorare con partita IVA. Parisi ha anche ricordato che nelle testate più grandi i livelli retributivi sono superiori grazie alla contrattazione di secondo livello e al welfare aziendale. L’atteggiamento dialogante delle parti fa ben sperare per una rapida conclusione della trattativa, con la presentazione delle piattaforme di rinnovo contrattuale nei prossimi incontri.

Infine, è importante notare che, negli ultimi decenni, la crisi economica e la trasformazione del sistema editoriale hanno ridotto gli organici redazionali, portando al collasso della gestione principale dell’INPGI, assorbita dall’INPS dal 1° luglio 2022. Tuttavia, nessuna azienda con contratto FIGEC-USPI ha mai fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, né ha beneficiato di contributi pubblici dal Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.