Francesco Pio Marcoccia, ex sindaco di Viterbo, è morto a 79 anni la notte tra il 28 e il 29 giugno. Architetto, urbanista e imprenditore, avrebbe compiuto 80 anni il 25 agosto. Lascia la moglie Egle, i figli Federico e Luca e i fratelli Maurizio e Umberto. Esponente della Democrazia cristiana, Marcoccia è stato una figura di spicco nella politica viterbese degli anni Ottanta, contribuendo in modo significativo all’urbanistica della Tuscia.
Marcoccia ha legato il suo nome a importanti progetti di sviluppo del territorio. Con la sua scomparsa, Viterbo e provincia perdono uno dei protagonisti della loro storia amministrativa e urbanistica, una figura che ha lasciato un’impronta nelle istituzioni e nella trasformazione del territorio.
Marcoccia, architetto e politico
Nato a Perugia nel 1946, si laurea in Architettura a Roma nel 1971. Trasferitosi a Viterbo, inizia la sua carriera come architetto e urbanista, contribuendo alla pianificazione urbanistica di vari comuni della provincia. È stato presidente dell’Ordine degli architetti di Viterbo dal 1977 al 1987. Nel 1974, l’allora sindaco Rodolfo Gigli lo incarica di stilare il piano particolareggiato del centro storico, il primo della storia, focalizzandosi su valle Faul, che doveva diventare un parco pubblico.
Marcoccia entra per la prima volta in consiglio comunale a Viterbo nel 1975, venendo riconfermato nelle elezioni del 1980 e del 1985. A 29 anni diventa assessore alla Cultura e alla Pubblica istruzione, e nel febbraio del 1986 viene eletto sindaco, succedendo a Silvio Ascenzi. Durante la sua amministrazione, il Comune approva lo studio di fattibilità per la realizzazione del semianello, la Tangenziale ovest, nel marzo del 1988.
Un imprenditore di successo
Marcoccia si dimette il 3 marzo 1989 per dedicarsi alla sua attività imprenditoriale. Nel 1988 viene eletto consigliere della Provincia, ma due anni dopo decide di abbandonare la politica. “Chi è contro i professionisti della politica – affermò – non può diventare uno di loro”. Dal 1997 ha interrotto l’attività libero-professionale per dedicarsi esclusivamente alle sue aziende, diventando un imprenditore di successo con nove aziende nel settore.
Parallelamente alla carriera politica, Marcoccia ha lavorato a piani regolatori generali di diversi comuni e ha progettato opere significative a Viterbo e Roma. Ha vissuto in una casa da lui progettata in via Ser Monaldo, sopra valle Faul, un sogno di vita che non ha potuto completare. In un’intervista del 2011 dichiarò di aver lasciato proposte concrete per chiudere il centro storico alle auto, progetti che non sono stati realizzati.
Negli ultimi anni, le sue condizioni di salute sono peggiorate. L’ultima apparizione pubblica risale ad aprile, in occasione degli 80 anni del consiglio comunale di Viterbo, dove ha sottolineato l’importanza della sua presenza nonostante le difficoltà fisiche.