Bruno Vespa, noto giornalista della Rai, ha partecipato all’Ombre festival per presentare il suo ultimo libro “Finimondo”. Durante l’evento, ha discusso della situazione politica attuale, sottolineando come tutti i leader, da Fanfani a Meloni, siano caduti per eccesso di sicurezza. Ha quindi consigliato a Giorgia Meloni di mantenere i piedi per terra.
In un’analisi che spazia dalla storia alla geopolitica, Vespa ha tracciato un parallelismo tra Hitler, Mussolini e Trump, definendo i primi due come dittatori eletti democraticamente e il terzo come un’eccezione. Ha evidenziato la necessità per l’Europa di ripensarsi, soprattutto in termini di difesa comune, sottolineando che l’Europa non può più contare su un passato glorioso.
Meloni e la stabilità italiana
Vespa ha elogiato Meloni, definendola una “donna coraggiosa” che ha saputo rispondere con freddezza a Trump durante l’ultimo vertice. Ha affermato che il governo di Meloni potrebbe diventare il più longevo della storia italiana, un segno di stabilità che gli imprenditori esteri apprezzano. Ha messo in evidenza le difficoltà politiche di altri paesi europei, come Gran Bretagna, Francia e Spagna, suggerendo che l’Italia rappresenta un’eccezione positiva.
Per Vespa, è fondamentale una nuova legge elettorale che possa garantire un vincitore chiaro, e ha espresso la sua opinione sulla solidità del centrodestra rispetto al centrosinistra, affermando che chiunque vinca avrà bisogno di una coalizione seria.
Critiche a Vannacci e la sinistra senza Renzi
Un altro tema affrontato è stato quello di Vannacci, descritto come “innamorato della Russia” e inesperto dal punto di vista politico. Vespa ha commentato che, se il centrodestra non accettasse Vannacci, il suo consenso potrebbe diminuire a causa del voto utile. Riguardo al centrosinistra, ha affermato che senza Renzi non ci sono possibilità di vittoria.
Infine, Vespa ha risposto a una domanda della sindaca Chiara Frontini riguardo alla sua reputazione di “giornalista dell’establishment”, affermando di aver sempre posto domande dirette e di essere stato garbato nel suo lavoro, sottolineando l’importanza dei fatti nella ricerca della verità.