Una giornata significativa per l’Università degli studi della Tuscia, che ha ospitato una cerimonia di grande valore istituzionale in occasione della giornata della legalità. L’ateneo ha conferito il dottorato honoris causa in diritto dei mercati europei e globali a Rosario Salvatore Aitala e Nicolas Guillou, magistrati della Corte penale internazionale, entrati nel mirino delle tensioni geopolitiche a seguito dei mandati d’arresto emessi nei confronti di Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu.
Il giudice Nicolas Guillou, originario di Vannes, ha un percorso accademico e professionale di rilievo. Laureato all’Università di Rennes nel 1998, ha proseguito gli studi alla Sorbona di Parigi, specializzandosi in diritto penale e politica criminale. Dopo aver lavorato come giudice istruttore, ha ricoperto ruoli importanti nel Ministero della Giustizia francese, coordinando trattative internazionali e supervisionando l’Unità crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Attualmente, è membro della Corte penale internazionale e ha recentemente subito sanzioni economiche da parte degli Stati Uniti.
Il valore della giustizia e dei diritti umani
Durante il suo intervento, Guillou ha sottolineato l’importanza storica dei diritti umani legati al territorio della Tuscia, citando la figura di Alessandro Farnese, Papa Paolo III, che nel 1537 proclamò la libertà e i diritti delle popolazioni indigene del Nuovo Mondo. Ha evidenziato come la creazione della Corte penale internazionale, avvenuta quasi 30 anni fa, rappresenti un’utopia realistica, dove i potenti devono rendere conto delle proprie azioni e le vittime marginalizzate possono trovare giustizia.
Rosario Salvatore Aitala, primo vicepresidente della Corte penale internazionale, ha un’esperienza professionale che spazia dal contrasto alla mafia alla ricostruzione dello stato di diritto in contesti post-conflitto. Laureato all’Università di Catania, ha lavorato nelle procure di Milano, Trapani e Roma, affrontando casi di mafia e terrorismo. Ha diretto missioni internazionali in oltre 30 paesi e dal 2021 presiede la Camera preliminare seconda della Corte, competente per crisi come quelle in Ucraina e Darfur.
Riflessioni sulla violenza e la responsabilità
Aitala ha messo in guardia sulla crescente violenza e propaganda nei conflitti attuali, sottolineando l’importanza dell’onestà intellettuale per i giudici e gli accademici. Ha affermato che la giustizia deve essere quella dei vinti, poiché senza di essa la storia sarebbe scritta solo dai vincitori, cancellando la memoria delle vittime. Ha concluso il suo intervento affermando che la Corte penale internazionale, pur essendo oggetto di misure coercitive, risveglia le coscienze e afferma che le regole a tutela della dignità umana sono universali e non possono essere ignorate.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso il proprio sostegno ai due magistrati, sottolineando l’importanza del loro lavoro e del riconoscimento ricevuto in un momento così delicato per la giustizia internazionale.