Lo striscione con la scritta remigrazione, installato sulla facciata della palazzina al civico 10 di piazzale Gramsci, continua a rimanere al centro delle polemiche. Nonostante lo scadere dei termini dell’ordinanza del Comune che ne imponeva la rimozione immediata in quanto privo di autorizzazioni, il messaggio è ancora ben visibile dal balcone. La situazione di stallo è alimentata dalle posizioni del comitato responsabile dell’affissione, che ha chiarito di non avere intenzione di procedere allo smontaggio spontaneo.
Il caso è approdato tra i banchi del consiglio comunale, dove la consigliera del Partito Democratico, Alessandra Troncarelli, ha chiesto spiegazioni all’amministrazione sul mancato intervento di rimozione forzata previsto dai regolamenti. Troncarelli ha aperto il suo intervento ricostruendo le tappe di una vicenda che si trascina da mesi: “C’è stato il primo sopralluogo della polizia locale a novembre 2025, è stata notificata la sanzione e poi richiesto il ripristino entro 30 giorni. Tutto è rimasto lettera morta”.
La consigliera ha quindi spostato il focus sulla reazione degli uffici e sul peso politico della vicenda: “Lo scorso 15 giugno è scattata l’ordinanza con motivazioni da non sottovalutare. Oltre alla parte burocratica, serve ora anche la parte politica, perché è uno striscione che manda un messaggio politico. Nell’ordinanza il Comune chiede di provvedere alla rimozione entro dieci giorni dalla notifica dell’emendamento. Dieci giorni che sono ormai passati”.
Infine, Troncarelli ha incalzato la giunta sulle responsabilità dell’ente: “L’ordinanza riporta che il Comune si attivi e rimuova lo striscione facendo poi capo al trasgressore per il pagamento dell’intervento. Perché l’ente sta tardando negli adempimenti previsti per legge? Perché l’amministrazione è silente?”.
La risposta della sindaca
A rispondere ai quesiti è stata la sindaca Chiara Frontini, che ha respinto le accuse di inerzia politica o amministrativa, spiegando la complessità tecnica legata all’accesso all’immobile: “Trattiamo questa vicenda come tutte quelle di mancato rispetto di una procedura amministrativa. Non siamo inerti dopo due sanzioni e un’ordinanza”. La prima cittadina ha chiarito i dettagli logistici che stanno rallentando l’intervento della forza pubblica: “Da quello che mi è stato detto, l’ufficio aveva ricevuto comunicazione di una rimozione. Per rimuoverlo bisogna entrare in un’abitazione privata con tutto quello che ne consegue. Sono in corso le interlocuzioni con il proprietario dell’immobile. Sono certa che nelle prossime ore ci saranno aggiornamenti”.
Il contro-attacco di Troncarelli
Una spiegazione che non ha soddisfatto la consigliera del PD, la quale ha replicato duramente nel suo secondo intervento, accusando la giunta di usare “due pesi e due misure” a seconda della paternità degli interventi di legalità sul territorio: “La risposta è da anello al naso. Quando le competenze sono degli altri – conclude Troncarelli –, vedi lo sgombero delle case occupate, ci si prende il merito. Mi aspetto la stessa attenzione anche in questo caso. È una situazione di inottemperanza e l’amministrazione deve intervenire”.