Resta ancora senza soluzione il rinnovo della governance di Talete, la società partecipata incaricata della gestione del servizio idrico integrato per i 60 Comuni della Tuscia. L’assemblea dei soci non ha infatti individuato il successore di Salvatore Genova, lasciando aperto il confronto sul nuovo assetto di vertice.
La riunione ha coinvolto i primi cittadini dei Comuni azionisti, chiamati a definire sia il nome della figura destinata a guidare la società sia la formula istituzionale da adottare. Il dossier, dopo l’ennesimo rinvio, passa ora al confronto politico in vista degli appuntamenti previsti per la prossima settimana.
Ancora aperta la scelta sul vertice
Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche quella di superare il modello dell’amministratore unico e di affidare la guida a un consiglio di amministrazione. L’eventuale modifica dell’assetto rappresenterebbe una soluzione in grado di coinvolgere le diverse forze politiche e di favorire una mediazione tra le posizioni dei Comuni soci.
Non è stata ancora assunta una decisione definitiva nemmeno sulla conferma di una figura monocratica. La scelta dovrà essere accompagnata dall’individuazione della nuova squadra di governo della società, dopo la conclusione del mandato di Salvatore Genova.
Il confronto tra i partiti
Il passaggio decisivo è atteso durante un tavolo tra i vertici dei partiti, convocato per cercare un’intesa sull’assetto futuro di Talete. L’obiettivo è arrivare a una convergenza e formalizzare la nuova governance dell’azienda che gestisce il servizio idrico integrato nel territorio della Tuscia.
Fino a quel momento restano quindi irrisolti sia il nodo della successione sia la definizione del modello organizzativo. L’assemblea dei soci sarà chiamata a recepire l’intesa politica e a procedere con la scelta dei nuovi vertici.