Proteste docenti

Docenti del Da Vinci contro la riforma Valditara: “Troppi tagli”

I professori dell'istituto Da Vinci contestano la riforma di Valditara.

Docenti del Da Vinci contro la riforma Valditara: “Troppi tagli”

I docenti degli istituti tecnici di Viterbo si schierano contro la nuova riforma scolastica, che entrerà in vigore a partire dal prossimo settembre. Nel mirino dei professori, in particolare del collegio dell’istituto tecnologico Leonardo Da Vinci e della Rete nazionale istituti tecnici, ci sono i tagli alle ore di lezione e l’introduzione di accorpamenti di materie che rischiano di impoverire la formazione degli studenti. La protesta nasce dall’applicazione del decreto ministeriale firmato dal ministro Giuseppe Valditara, giudicato penalizzante per la preparazione teorica e pratica dei ragazzi.

Meno ore di scienze e laboratori dimezzati

Il primo nodo della contestazione riguarda la riduzione del tempo dedicato alle materie scientifiche fondamentali. Discipline come chimica, fisica, biologia e scienze della terra perdono il loro spazio autonomo di 8 ore settimanali per essere accorpate in un unico nuovo insegnamento, chiamato Scienze sperimentali, che disporrà di sole 4 ore totali. I docenti viterbesi hanno redatto un documento in cui affermano: “Ridurre o comprimere percorsi già complessi significa sacrificare qualità, approfondimento e preparazione concreta degli studenti in nome di una presunta modernizzazione, che appare più economica che educativa”.

Iscrizioni fatte al buio per le famiglie

Un altro aspetto sollevato dai docenti riguarda la tempistica con cui sono stati definiti i nuovi quadri orari. Il ministero ha inviato le linee guida definitive soltanto dopo che le famiglie avevano già formalizzato le iscrizioni dei figli alla prima classe per il prossimo anno scolastico. Non ci sta, in particolare, il collegio dei docenti dell’istituto Da Vinci, che il 15 giugno ha approvato un documento con solo tre voti contrari: “Gli studenti frequenteranno un percorso diverso da quello che avevano scelto pochi mesi prima. I docenti hanno fatto un orientamento che non si è poi realizzato. Il Mim ha introdotto un cambiamento sostanziale dopo la conclusione delle iscrizioni. A questi studenti e alle loro famiglie è stata negata la possibilità di una scelta realmente informata”.

Le modifiche colpiscono l’ultimo anno di studi con la riduzione di un’ora settimanale di italiano nelle classi quinte. Secondo il collegio, questa contrazione oraria comporta la necessità di rivedere e ridurre la programmazione didattica. Si pone anche l’obbligo di rivedere al ribasso il livello di difficoltà della prima prova dell’esame di stato e di riformare, sempre al ribasso, la prova Invalsi. La contrazione delle ore rischia di avere ripercussioni sul valore del titolo di studio finale. Secondo i docenti della Rete nazionale istituti tecnici, “in questo modo il riordino finirebbe per indebolire la funzione storica degli istituti tecnici, cioè quella di garantire una preparazione equilibrata tra cultura generale, competenze professionali e capacità di innovazione”.

La riforma prevede inoltre l’anticipo dell’avvio dei progetti di formazione scuola lavoro, che potranno iniziare in seconda superiore a partire dai 15 anni di età. I professori della Rete nazionale manifestano forti perplessità su questa scelta: “L’ingresso anticipato nelle aziende trasforma gli studenti in manodopera da addestrare a costo zero, prima ancora che abbiano avuto la possibilità di raggiungere la necessaria maturazione critica e competenze di settore”. Il documento del collegio docenti dell’Itt Da Vinci conclude: “Il rischio in definitiva è quello di ampliare ulteriormente le disuguaglianze, creando una scuola sempre meno inclusiva e incapace di garantire pari opportunità formative e lavorative a tutti gli studenti”.

Con le presenti considerazioni critiche, il collegio docenti dell’Itt “Da Vinci” di Viterbo intende richiamare l’attenzione del Mim, degli studenti, delle loro famiglie e dell’opinione pubblica su una serie di criticità didattiche che l’applicazione del decreto ministeriale numero 29 del 19 febbraio 2026 comporta. Come è noto, dal punto di vista delle ore di lezione vengono penalizzate nel nostro istituto innanzitutto le discipline di chimica e fisica che perdono un’ora di lezione ciascuna e viene introdotta una nuova disciplina denominata Scienze sperimentali comprendente gli insegnamenti di biologia, chimica e fisica. Ciò comporta le seguenti criticità didattiche: si pone una evidente e irrisolta questione epistemologica e metodologica per questa nuova disciplina; si pone un problema di valutazione che non può essere, dal punto di vista didattico, condivisa; vi è un impoverimento delle conoscenze dovuto a una riduzione delle ore di insegnamento; vi è la mancanza delle linee guida; non è possibile risolvere queste criticità con la progettazione di Uda interdisciplinari che mirano a sviluppare competenze reali anche attraverso esperienze pratiche perché ciò necessita di un maggior numero di ore di insegnamento e non di un minor numero. Anche il taglio in quinta di un’ora di italiano comporta una serie di criticità didattiche: vi è la necessità di rivedere e ridurre la programmazione didattica; si pone la necessità di rivedere (al ribasso?) il livello di difficoltà della prima prova dell’esame di stato; si pone il problema di riformare (al ribasso?) la prova Invalsi. Sono stati recepiti i quadri orari del Mim ma senza modificare prima il Ptof e informare gli studenti e le relative famiglie. Gli studenti frequenteranno un percorso diverso da quello che avevano scelto pochi mesi prima. I docenti hanno fatto un orientamento che non si è poi realizzato. Il Mim, infatti, ha introdotto un cambiamento sostanziale dopo la conclusione delle iscrizioni. A questi studenti e alle loro famiglie è stata negata la possibilità di una scelta realmente informata. Documento approvato dal collegio dei docenti dell’istituto tecnico tecnologico “Leonardo Da Vinci” di Viterbo in data 15 giugno 2026, con tutti favorevoli e tre soli voti contrari.