Archeologia

A Gravisca di Tarquinia emerge un grande edificio etrusco

Le nuove murature affiorano sotto i resti romani, ma la loro funzione resta da chiarire.

A Gravisca di Tarquinia emerge un grande edificio etrusco

Nuove strutture in grandi blocchi di macco sono emerse a notevole profondità nel corso delle indagini archeologiche a Gravisca, nel territorio di Tarquinia. Le murature si trovano sotto le costruzioni riferibili alla città romana e hanno riportato lo scavo a una fase più antica dell’insediamento, precedente alla fondazione della colonia.

Un edificio ancora da interpretare

Le dimensioni dei blocchi, la tecnica costruttiva e la posizione negli strati del terreno fanno pensare alle fondazioni o al basamento di un edificio di rilievo. La funzione della struttura, però, non è ancora stata accertata. Le occupazioni successive hanno nascosto le murature e solo l’ampliamento dell’area di lavoro, insieme all’approfondimento dello scavo, ha permesso di individuarle.

Il rinvenimento si inserisce in un contesto già caratterizzato dalla sovrapposizione di testimonianze diverse. Nel sottosuolo sono stati riconosciuti spazi produttivi e abitativi, oltre ad aree sepolcrali, che documentano i cambiamenti nell’uso del settore nel corso del tempo. Le strutture superiori sono legate alle trasformazioni di età romana, mentre i nuovi blocchi appartengono a una fase più antica.

Le tracce dell’insediamento etrusco

Gli strati etruschi avevano già restituito murature realizzate con ciottoli, probabilmente pertinenti a edifici con elevati costruiti in materiali deperibili. Sono stati inoltre individuati sistemi per la raccolta e l’immagazzinamento dell’acqua e impianti destinati alle attività produttive, tra cui alcune fornaci.

Per stabilire il ruolo delle nuove strutture saranno necessarie ulteriori verifiche. Le prossime operazioni dovranno chiarire l’estensione delle murature, accertare l’eventuale collegamento tra i blocchi e raccogliere elementi utili a una datazione più precisa. Solo al termine di questo lavoro sarà possibile capire se il basamento sostenesse davvero un edificio di notevoli dimensioni oppure se avesse una funzione differente. La scoperta rappresenta comunque un nuovo elemento per ricostruire la storia della Gravisca etrusca.