Operazione antidroga

Nove arresti per traffico di cocaina: basi anche a Tarquinia

Coinvolti un cittadino colombiano sequestrato e una rete attiva tra Capitale e litorale laziale

Nove arresti per traffico di cocaina: basi anche a Tarquinia

È stata sgominata un’organizzazione accusata di importare cocaina dal Sudamerica e di distribuirla tra Roma e il litorale laziale. L’operazione ha portato all’arresto di nove persone ed è stata condotta dalla Squadra mobile di Roma e dai carabinieri di Civitavecchia. Tra le contestazioni figurano traffico di sostanze stupefacenti, sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina e lesioni personali.

Il sequestro e il raid punitivo

Le indagini hanno consentito di ricostruire anche un episodio avvenuto nella notte del 7 giugno, nell’ambito delle attività legate al narcotraffico romano. Un cittadino colombiano sarebbe stato attirato in una trappola da un complice, intorno alle 2.30, nel quartiere romano di Casal Bertone.

L’uomo sarebbe stato aggredito, immobilizzato e caricato con la forza su un’automobile. Dopo essere stato condotto in un’abitazione alla Borghesiana e successivamente in un appartamento seminterrato a Centocelle, sarebbe rimasto ostaggio per quasi sette ore. Durante la prigionia, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, è stato legato mani e piedi, minacciato con una pistola e ferito con armi da taglio.

La vittima sarebbe stata costretta a consegnare 8.900 euro in contanti, gioielli in oro, un orologio di lusso e le chiavi della propria abitazione. I sequestratori si sarebbero poi recati nella casa, da cui avrebbero portato via dispositivi informatici e altri beni. La ricostruzione delle diverse fasi del raid è stata possibile anche grazie all’analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza urbana e condominiale.

Le basi logistiche e i sequestri

Parallelamente, gli investigatori hanno fatto luce su una rete criminale che avrebbe importato ingenti quantitativi di droga destinati alle piazze di spaccio della Capitale e del litorale laziale. Le basi logistiche del gruppo erano dislocate tra Roma, Cerveteri, Ladispoli e Tarquinia.

Per eludere i controlli, l’organizzazione avrebbe utilizzato automobili modificate con doppi fondi ad apertura meccanica ed elettronica. Le comunicazioni avvenivano attraverso smartphone criptati, dotati di sistemi per la cancellazione da remoto dei dati, mentre i proventi illeciti sarebbero stati trasferiti anche mediante transazioni in moneta virtuale.

Nel corso degli accertamenti sono stati eseguiti arresti in flagranza e sequestri lungo le principali arterie stradali. I carabinieri hanno inoltre individuato nelle campagne di Sant’Agata del Bianco, in provincia di Reggio Calabria, un laboratorio utilizzato come raffineria clandestina.

A Roma è stato scoperto anche un appartamento destinato allo stoccaggio. All’interno sono stati sequestrati 24 chili di hashish, quantitativi di cocaina pronti per la distribuzione e sostanze sintetiche, tra cui la cosiddetta cocaina rosa, destinate al mercato locale. Gli arresti e le contestazioni si inseriscono nel quadro dell’inchiesta sul gruppo ritenuto responsabile della gestione dei carichi e della loro successiva distribuzione.