Giustizia e dolore

La famiglia di Mario Costantini commenta il patteggiamento della conducente

La famiglia di Mario Costantini critica il patteggiamento della conducente.

La famiglia di Mario Costantini commenta il patteggiamento della conducente

La famiglia di Mario Costantini, il 71enne di Vetralla investito e ucciso il 27 novembre 2024, ha espresso il proprio dolore e la propria amarezza dopo la conclusione del processo alla conducente del furgone pirata, che ha patteggiato una pena di 2 anni e 2 mesi per omicidio stradale aggravato dalla fuga e dall’omissione di soccorso. La pena è stata convertita in 1600 ore di lavori di pubblica utilità da svolgere presso la Misericordia di Vetralla.

In una lettera diffusa dopo la sentenza, i familiari di Costantini hanno dichiarato: “Per chi resta e piange la morte di un proprio caro è davvero difficile parlare di giustizia, ma a questo penseranno i magistrati e i nostri legali”. La famiglia ha sottolineato il profondo sgomento nel pensare che si possa uccidere una persona e poi scappare senza prestare soccorso, senza mai rivolgere un pensiero alla famiglia della vittima.

Le parole della famiglia

“Viviamo uno sgomento profondo nel pensare che si possa uccidere una persona, scappare senza voltarsi e poi non provare mai nemmeno per un istante il bisogno di rivolgere un pensiero alla famiglia, di un cenno di rimorso, di una parola di scuse. Viene da chiedersi se la vita di un essere umano valga così poco”. Secondo i familiari, il patteggiamento rappresenta una scelta processuale, un’ammissione di responsabilità che però non trasmette alcun pentimento, ma solo una strategia per evitare un processo più lungo e costoso.

“A lasciare l’amaro in bocca è anche il fatto che i lavori di pubblica utilità saranno svolti proprio a Vetralla, il comune dove si è verificata la tragedia. Possiamo solo augurarci che passare del tempo lì dentro, nel paese che ancora piange mio zio, la costringa finalmente a guardarsi allo specchio e a fare i conti anche nel suo animo e nella sua coscienza con le sue responsabilità”.

Il ringraziamento della famiglia

La famiglia ha voluto anche ringraziare chi ha contribuito a fare luce sulla vicenda, in particolare i carabinieri della stazione di Vetralla, che hanno lavorato con impegno per trovare il colpevole. “A loro va il nostro grazie più grande, insieme alla procura di Viterbo e ai nostri legali, gli avvocati Mario Brizi e Fausto Barili, all’amministrazione comunale e a tutto il popolo di Vetralla”. L’affetto e la solidarietà dimostrati dalla cittadinanza hanno dato loro la forza di affrontare questo difficile momento.

Ora la famiglia può agire in sede civile per ottenere il risarcimento dei danni, dopo che la giudice ha già liquidato le spese di costituzione e difesa in favore di tutte le parti civili, tra cui la sorella, le due nipoti e i quattro pronipoti. Infine, il pensiero finale è dedicato a Costantini e al vuoto lasciato dalla sua scomparsa: “Mario non ce lo ridarà nessuno, e per chi resta nessun prezzo può mai avere il valore di una vita. Un uomo buono se ne è andato, è stato strappato a noi e alla sua amata Vetralla. Ha pagato come non meritava, così come noi non meritiamo la sua assenza. Non in questo modo”.