Organici ridotti

A Viterbo agenti in agitazione dopo la chiusura del 41-bis

La Fns Cisl segnala 98 unità mancanti e chiede chiarimenti sulla riconversione del reparto e sul padiglione D3.

A Viterbo agenti in agitazione dopo la chiusura del 41-bis

Gli agenti di polizia penitenziaria del carcere Nicandro Izzo di Viterbo sono in stato di agitazione dopo la chiusura del reparto destinato ai detenuti sottoposti al regime del 41-bis. A comunicarlo è la Fns Cisl Lazio, attraverso il segretario generale Massimo Costantino, che non esclude l’organizzazione di una nuova protesta davanti alla casa circondariale.

La decisione di trasferire i detenuti è stata attuata all’inizio di settembre, quando 41 persone sottoposte al regime speciale sono state spostate dal carcere di Mammagialla al penitenziario di Uta, in Sardegna. Il sindacato precisa di non voler entrare nel merito delle posizioni politiche favorevoli o contrarie al trasferimento, ma chiede chiarezza sul futuro del reparto e sulla sua eventuale conversione.

Dubbi sulla riconversione e sul nuovo padiglione

Secondo la Fns Cisl, resta da capire se sarà modificata la capienza detentiva, considerando che il numero dei reclusi risulterebbe superiore ai 40 posti previsti. Alla situazione si aggiunge l’apertura del padiglione D3, con una disponibilità stimata tra 80 e 90 posti. Per l’organizzazione sindacale, ogni trasformazione comporta un aumento del carico di lavoro e una revisione dell’assetto operativo, con conseguenze sulle condizioni del personale già in servizio.

Il sindacato denuncia inoltre una grave e cronica carenza di poliziotti penitenziari, in un contesto segnato dal sovraffollamento. A Mammagialla sono presenti 623 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 440, con una differenza di 183 persone. Gli agenti in servizio sono invece 272, rispetto ai 350 previsti dalla pianta organica.

La richiesta di un confronto regionale

La Fns Cisl calcola una carenza di 78 unità, a cui si aggiungono altri 20 operatori del Gruppo operativo mobile trasferiti in Sardegna. Il deficit complessivo viene quindi stimato in circa 98 unità. Il sindacato segnala anche che il Nucleo traduzioni e piantonamenti non dispone di una dotazione adeguata alle esigenze dell’istituto e ai servizi affidati sul territorio regionale.

Il 10 settembre tutte le sigle sindacali regionali – Sappe, Sinappe, Osapp, Uil, Uspp e Fns Cisl – hanno chiesto un incontro urgente al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria del Lazio, Giacinto Siciliano. Le organizzazioni hanno denunciato una frattura nelle relazioni sindacali e comunicato il ritiro delle delegazioni locali, annunciando che non avrebbero partecipato alla riunione prevista per il 18 settembre.

Contestualmente è stato proclamato lo stato di agitazione al Nicandro Izzo. In assenza di una convocazione da parte del Provveditorato entro dieci giorni, i sindacati hanno preannunciato una nuova iniziativa davanti al carcere di Viterbo. La Fns Cisl chiede infine un rafforzamento degli organici e condizioni che consentano al personale di lavorare in sicurezza, con una gestione più efficiente degli istituti penitenziari.