Nuovi equilibri

A Viterbo la sanità punta sul territorio per restare sostenibile

Incontro alla Fondazione Carivit: ruolo delle case di comunità e necessità di informare gli utenti.

A Viterbo la sanità punta sul territorio per restare sostenibile

La sanità prova a superare i confini dell’ospedale e a rafforzare il rapporto con la cittadinanza. Alla Fondazione Carivit di Valle Faul, a Viterbo, la Asl ha inaugurato la due giorni Promuovere salute ai tempi di oggi, iniziativa organizzata a quarant’anni dalla Carta di Ottawa. L’appuntamento riunisce operatori sanitari, amministratori, rappresentanti delle istituzioni, associazioni e residenti per discutere il futuro dell’assistenza pubblica.

La sostenibilità del sistema sanitario

Ad aprire i lavori è stato il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi, che ha indicato nella sostenibilità del Servizio sanitario nazionale una delle principali sfide dei prossimi decenni. L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche, secondo il dirigente, rischiano di ampliare il divario tra il numero di persone che avranno bisogno di cure e quello di cittadini chiamati a finanziare il sistema.

«Stiamo costruendo un modello diverso, con strutture e professionisti potenziati», ha spiegato Bianconi, sottolineando che l’obiettivo dell’azienda sanitaria deve essere il benessere della popolazione e non soltanto la cura o la prevenzione. Il direttore generale ha definito insostenibili i costi del servizio nazionale nel prossimo futuro e ha indicato la necessità di intervenire in anticipo, attraverso accordi con le amministrazioni locali. «La nostra sfida non è intervenire solo quando il cittadino ha un problema», ha aggiunto.

Case di comunità e informazione

Nel ridisegno dell’assistenza territoriale un ruolo centrale è affidato alle case di comunità, pensate per alleggerire il carico degli ospedali e offrire servizi più vicini alle persone. La loro efficacia dipenderà anche dalla capacità di far conoscere le prestazioni disponibili. Bianconi ha riconosciuto che molti potenziali utenti potrebbero non sapere ancora a quali servizi accedere e ha precisato che l’attività non sarà limitata agli ambulatori: la Asl sta coinvolgendo anche dietisti e fisioterapisti.

Sugli investimenti e sulla gestione è intervenuta Simona Di Giovanni, direttrice amministrativa dell’azienda sanitaria. Gli interventi realizzati negli ultimi tre anni, ha spiegato, sono collegati al nuovo assetto dell’assistenza. «È in atto una riforma epocale della sanità per prendere la persona e considerarla nel suo insieme», ha affermato, ribadendo la necessità di una presenza più capillare tra i cittadini.

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Daniele Sabatini ha richiamato la situazione economica della sanità regionale e il ricorso ai reparti d’urgenza. Nel 2022, ha ricordato, il sistema aveva un disavanzo di 240 milioni di euro l’anno; tra vent’anni, ha aggiunto, potrebbe non essere più sostenibile. Per questo, secondo Sabatini, è indispensabile spiegare il funzionamento delle case di comunità e costruire una comunicazione condivisa, senza lasciare il compito ai soli Comuni.

Alla riflessione hanno partecipato anche il vescovo Orazio Francesco Piazza, la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, il deputato Mauro Rotelli e il consigliere regionale Giulio Zelli. Piazza ha riconosciuto una crescente attenzione della Asl verso le persone, invitando però a intervenire sulle cause dei problemi sociali e non soltanto sulle loro conseguenze. Sberna ha parlato della necessità di un’alleanza tra istituzioni per ridurre il bisogno di servizi sanitari, mentre Rotelli ha sottolineato il peso della qualità dell’aria, dell’acqua e della difesa del territorio nella qualità della vita della provincia.