Intervento della Polizia di Stato nella mattinata del 6 settembre 2026 in un’abitazione del centro di Viterbo, dopo una richiesta di aiuto arrivata alla Centrale operativa. A segnalare la situazione è stata una giovane donna, che ha riferito di un’aggressione in corso ai danni di un’amica da parte dell’ex compagno.
Gli agenti della Sezione Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura sono arrivati rapidamente sul posto con due equipaggi. Nel condominio, dove alcuni residenti erano stati richiamati dalle urla, gli operatori hanno individuato un giovane che si stava allontanando e lo hanno bloccato. Il ragazzo, un cittadino italiano di 22 anni già noto alle forze dell’ordine, è stato identificato come l’ex compagno della donna.
La denuncia delle due giovani
Una delle ragazze presenti ha riferito agli agenti di essere stata aggredita e mostrava lesioni visibili. Dopo l’intervento del personale sanitario sul posto, la giovane è stata accompagnata al Pronto soccorso, dove è stato avviato il percorso di tutela previsto dal Codice Rosa.
Entrambe le giovani, ascoltate negli uffici della Questura, hanno formalizzato denuncia. Nei loro racconti hanno riferito di comportamenti violenti e minacciosi che, secondo la ricostruzione degli investigatori, si sarebbero ripetuti nel tempo, con un progressivo aggravamento fino all’episodio segnalato.
La misura disposta dall’autorità giudiziaria
Al termine degli accertamenti, il 22enne è stato arrestato per l’ipotesi di reato di atti persecutori, prevista dall’articolo 612-bis del Codice penale. L’Autorità giudiziaria, informata dalla polizia, ha disposto la misura precautelare degli arresti domiciliari. Il giovane è stato accompagnato dagli agenti presso la propria abitazione e informato delle prescrizioni da rispettare.
La Questura di Viterbo ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rivolgersi tempestivamente alle forze di polizia in presenza di episodi di violenza familiare o relazionale. Per le emergenze è possibile contattare il 112, oltre a rivolgersi ai centri antiviolenza presenti sul territorio.
La vicenda viene riportata nel rispetto dei diritti della persona indagata e del principio di presunzione di innocenza. Quanto contestato dovrà essere sottoposto agli ulteriori accertamenti investigativi e alle successive valutazioni dell’Autorità giudiziaria.