Viterbo si conferma tra i capoluoghi italiani dove l’acquisto di un’abitazione resta più sostenibile per le famiglie. Secondo l’ultimo studio sull’accessibilità economica realizzato dall’ufficio studi di idealista, l’88% degli immobili con almeno tre locali presenti in città rientra nella capacità di spesa dei nuclei familiari residenti.
La ricerca analizza il rapporto tra i prezzi delle abitazioni e i redditi medi nei capoluoghi italiani, con l’obiettivo di stimare la quota di alloggi acquistabili senza superare una soglia di spesa considerata sostenibile. Nel territorio viterbese il reddito familiare netto annuo stimato è di 34.648 euro, mentre il limite mensile di spesa viene fissato a 962 euro.
Il confronto con le altre province del Lazio
Il dato di Viterbo risulta superiore alla media regionale e nazionale, ma il quadro cambia sensibilmente nelle altre città del Lazio. Roma registra infatti una quota di immobili accessibili pari al 49%, nonostante un reddito familiare medio più elevato, stimato in 43.123 euro annui, e una soglia mensile sostenibile di 1.198 euro. Il divario è legato soprattutto ai valori del mercato immobiliare della capitale.
Negli altri capoluoghi regionali emergono percentuali differenti. Frosinone raggiunge l’81% di abitazioni accessibili, con un reddito familiare medio di 33.853 euro. Latina si ferma al 72%, a fronte di 33.747 euro di reddito annuo, mentre Rieti arriva al 90%, con un reddito familiare stimato in 36.984 euro.
La posizione nella graduatoria nazionale
L’analisi ha preso in considerazione 110 capoluoghi italiani e indica una media nazionale del 71% di immobili accessibili. Con l’88%, Viterbo si colloca quindi nella parte alta della graduatoria, distante dalle principali città del Centro-Nord, dove la percentuale scende in diversi casi sotto la metà.
Tra i valori più bassi figurano Bolzano, con il 18%, e Venezia, con il 20%. Napoli si trova al terzultimo posto con il 42%. Le percentuali più alte sono invece quelle di Vibo Valentia, al 98%, Biella, al 95%, e di Alessandria, Benevento, Enna e Messina, tutte al 94%. I risultati descrivono un mercato nel quale il rapporto tra redditi familiari e prezzi degli alloggi varia in modo marcato da una città all’altra.