Dati allarmanti

Crollo delle competenze degli studenti viterbesi prima della maturità

I risultati dei test Invalsi evidenziano un calo preoccupante delle competenze

Crollo delle competenze degli studenti viterbesi prima della maturità

Mancano pochi giorni all’inizio degli esami di maturità, al via il 18 giugno, un appuntamento che quest’anno vede coinvolti 53mila ragazzi nel Lazio. Nella Tuscia fervono i preparativi tra i banchi, ma oltre l’ansia per le tracce e il ripasso dell’ultimo minuto, emerge un’analisi complessa sullo stato di salute della preparazione scolastica locale. I dati storici e recenti legati ai livelli di apprendimento mostrano un quadro articolato, analizzato nel dettaglio dal portale Openpolis, che ha rielaborato i test Invalsi attraverso l’osservatorio “Con i bambini”. In questo contesto, il capoluogo si trova a inseguire gli standard nazionali ed europei, pur difendendo una posizione di relativo vantaggio nel contesto geografico regionale.

Le competenze alfabetiche a Viterbo

L’analisi dell’evoluzione dei livelli di apprendimento linguistico a Viterbo mostra un andamento altalenante nell’ultimo decennio. I punteggi Invalsi si basano sulla scala di abilità di Rasch, un modello statistico che tara il punteggio in base alla difficoltà delle domande, fissando convenzionalmente la media nazionale iniziale a 200 punti. Nel 2014, il punteggio medio viterbese si attestava a 195,8 punti, registrando poi una crescita progressiva fino al picco di 208,6 punti toccato nel 2018. Da quel momento è iniziato un lento ripiegamento, con i dati storici che evidenziano una flessione a 201,5 punti nel 2019, per poi scivolare ulteriormente a 201,2 nel 2021 e a 200,7 nel 2022. La discesa è proseguita nel 2023 con 200 punti netti, fino ad arrivare all’ultimo rilevamento del 2024, che fissa la media del capoluogo a 195,1 punti, riportando la preparazione linguistica sui livelli di dieci anni fa. Dal 2019 al 2024, la variazione delle competenze alfabetiche degli studenti viterbesi è del -6,4 punti.

Il confronto con il Lazio e l’Italia

Nonostante il calo recente, Viterbo mostra una tenuta migliore rispetto ad altre realtà del Lazio. Nel 2024, con i suoi 195,1 punti, il capoluogo della Tuscia supera Latina che si ferma a 194,1 punti, mentre si posiziona dietro Rieti (199,8 punti), Roma (199,3 punti) e Frosinone (197,8 punti). A livello regionale, il Lazio si attesta a una media di 205 punti, una quota superiore alle performance di tutti i suoi singoli capoluoghi analizzati nel 2024, segno che i centri provinciali soffrono un divario rispetto ai macro-dati scolastici regionali.

L’intero territorio regionale accusa un forte ritardo nei confronti del nord del paese, dove la Valle d’Aosta guida con 218 punti davanti a Lombardia e Trento, entrambe a quota 217 punti. La spaccatura emerge con chiarezza anche guardando i dati sui 15enni nei comuni capoluogo calcolati rispetto alla media nazionale. Se al nord ben 32 città si posizionano sopra la soglia italiana, al sud e nelle isole la situazione si ribalta con 35 capoluoghi sotto il livello standard. Viterbo si colloca in quella fascia del centro Italia in cui l’equilibrio è precario, con 18 realtà sopra la media e 15 al di sotto.

Le difficoltà rilevate su scala locale si riflettono inevitabilmente sui piazzamenti dell’Italia nei confronti europei nell’indagine Ocse-Pisa, che misura le capacità degli studenti 15enni attraverso un sistema di punteggi comparabili a livello internazionale. Nei test sulla capacità di comprensione del testo, gli studenti italiani ottengono una media di 476 punti, posizionandosi molto indietro rispetto ai vertici continentali rappresentati da Estonia (523 punti), Finlandia (520 punti) e Irlanda (518 punti). Inoltre, nel nostro paese oltre il 23% degli studenti non riesce a raggiungere nemmeno la soglia minima di sufficienza alfabetica, fermandosi al primo livello di competenze.

A completare un quadro di rincorsa strutturale ci sono i ritardi legati alla digitalizzazione delle aule. La statistica calcola la densità informatica contando quanti alunni devono spartirsi un singolo dispositivo. Il Lazio si posiziona all’ultimo posto in Italia per dotazione di computer e tablet nelle scuole, registrando un rapporto di 11,5 alunni per singolo terminale informatico. Si tratta di una cifra distante dalla media nazionale di 8,9 e molto lontana dalle regioni più virtuose come la Lombardia, capace di garantire un dispositivo ogni 6,4 studenti. Questa carenza di strumenti incide sulle competenze dei ragazzi. Nel Mezzogiorno e nelle Isole, ad esempio, si concentra la quota più alta di giovani tra i 14 e i 17 anni con capacità digitali basse o nulle, a conferma di come la mancanza di investimenti scolastici freni la crescita formativa delle nuove generazioni.