Viterbo si prepara al terzo trasporto di Dies natalis, la Macchina di santa Rosa che nella serata del 3 settembre sarà portata dai facchini da piazza San Sisto fino al santuario. L’organizzazione prevede la presenza di oltre 30mila persone lungo il percorso, mentre già dalla sera precedente numerosi cittadini hanno occupato alcuni dei punti più noti del tracciato per assistere alla manifestazione.
In piazza delle Erbe e a Fontana Grande i primi gruppi si sono radunati con teli, sedie e scorte per trascorrere la notte in attesa. La vigilia è stata segnata da momenti di socialità e dalla consueta ricerca di una posizione favorevole, in un appuntamento che per la comunità viterbese rappresenta una ricorrenza profondamente radicata nella tradizione cittadina.
Il piano per l’ordine pubblico
Per l’edizione 2026 è stato predisposto un dispositivo di sicurezza potenziato, anche alla luce del rischio attentato registrato l’anno precedente. Il piano è stato sperimentato durante la simulazione generale del 24 agosto e coinvolge prefettura, Comune, forze dell’ordine, vigili del fuoco, Asl, Ares 118, protezione civile, Misericordia e lo staff di Ar security.
Il tragitto è stato suddiviso in sette settori operativi, controllati da una sala operativa e da steward geolocalizzati. L’obiettivo è assicurare interventi tempestivi e favorire il deflusso del pubblico verso le vie di fuga in caso di emergenze, dagli eventi meteorologici avversi agli incendi, fino a eventuali allerte legate al terrorismo.
Particolare attenzione è rivolta alle sedie sistemate dai cittadini lungo il percorso. I controlli, annunciati dal prefetto Sergio Pomponio, riguardano soprattutto i tratti più stretti, tra cui via Garibaldi e via Cavour, dove eventuali ostacoli potrebbero compromettere le vie di fuga. Gli operatori sono presenti dalle 20 del 2 settembre; nella giornata del trasporto le pattuglie sono operative dalle 8 e dalle 13, con un mezzo disponibile nel pomeriggio per rimuovere le sedute.
Le disposizioni vietano inoltre di collocare sedie private lungo il tragitto e di salire su fontane o altri beni del patrimonio culturale. L’applicazione delle misure è stata sollecitata a tutti gli enti coinvolti, sulla base delle prescrizioni validate dalla Commissione provinciale di vigilanza e dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Il percorso e i protagonisti
Non sono previste modifiche all’illuminazione di Dies natalis, che resta uguale a quella dello scorso anno. L’ideatore, l’architetto Raffaele Ascenzi, ha spiegato che eventuali interventi saranno valutati per la prossima edizione, quando potrebbe essere ripristinata la monocromia dell’opera.
Alle 21, da piazza San Sisto, i 170 facchini solleveranno la Macchina per accompagnarla nel centro storico. Alla guida ci sarà il capofacchino Luigi Aspromonte, con il Sodalizio presieduto da Massimo Mecarini. Tra i facchini figurano undici nuovi ingressi e cinque nuovi ciuffi, al loro primo trasporto del 3 settembre.
Il percorso attraverserà piazza Fontana Grande, piazza del Comune, piazza delle Erbe, corso Italia e piazza del Teatro, prima dell’ultimo tratto in salita verso il santuario di santa Rosa. La giornata dei facchini comprende il raduno, l’incontro con le autorità al teatro dell’Unione, il giro delle sette chiese, il ritiro al boschetto dei frati Cappuccini, il corteo verso San Sisto e la benedizione del vescovo.
L’edizione 2026 sarà dedicata alla pace e prevede due sollevate e fermi straordinari: uno per ricordare il ritorno del trasporto nel 1946, dopo la guerra, e l’altro per il 1986, anno di Armonia celeste e del pericolo di caduta superato durante il trasporto. Madrina della manifestazione sarà la giornalista del Tg1 Valentina Bisti.