La Regione Lazio ha definito un nuovo piano per la gestione del flusso di ricovero negli ospedali. L’obiettivo è migliorare i percorsi di ingresso e dimissione, garantire una maggiore capacità di accoglienza per i pazienti provenienti dal pronto soccorso e rendere i tempi di attesa più coerenti con la priorità clinica. Le disposizioni dovranno essere recepite dalle aziende e dagli enti del sistema sanitario regionale, compreso il Santa Rosa.
Tra le principali novità figura l’avvio della visita medica entro 45 minuti per almeno l’80% dei pazienti classificati con codice arancione. Il piano indica inoltre un tempo medio di 60 minuti dall’apertura della scheda alla visita e stabilisce limiti per la permanenza nei pronto soccorso: fino a 480 minuti dalla visita alla dimissione o alla decisione di ricovero, che diventano 720 per i percorsi diretti alla terapia intensiva e alla psichiatria. Per i pazienti destinati al ricovero, la permanenza media può arrivare fino a 1.000 minuti.
Un sistema sotto pressione
La revisione nasce da un quadro caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescita delle patologie croniche non trasmissibili. Nel 2025 i pronto soccorso del Lazio hanno registrato 1.819.429 accessi: 1.359.661 persone sono arrivate autonomamente, 366.233 attraverso le ambulanze del sistema 118 e 1.503 con l’elisoccorso.
I codici a bassa e media priorità hanno rappresentato la parte più consistente degli accessi. I codici verdi sono stati circa il 36%, quelli azzurri circa il 40%, mentre i casi più complessi hanno riguardato i codici arancioni, pari al 17%, e quelli rossi, pari al 4,3%. La maggior parte degli accessi meno urgenti si è conclusa con la dimissione a domicilio.
La rete ospedaliera regionale ha registrato nello stesso anno 576.490 ricoveri ordinari e 239.441 ricoveri in day hospital, per un totale di 815.931 dimissioni. I ricoveri ordinari per acuti hanno avuto una degenza media di 7,4 giorni e un tasso medio di occupazione dei posti letto superiore al 79%. Quasi il 50% ha riguardato persone di almeno 65 anni e oltre il 31% pazienti con più di 75 anni.
Centrale operativa e stop alle ambulanze ferme
Il piano prevede che ogni direzione aziendale organizzi una centrale operativa ospedaliera attiva 24 ore su 24, denominata Team operativo ospedaliero. La struttura dovrà monitorare in tempo reale i posti letto e assegnarli ai pazienti in attesa. L’Unità di crisi aziendale dei flussi avrà invece compiti di indirizzo strategico e di governo complessivo del percorso di ricovero.
Dopo il superamento delle 12 ore dall’accesso, il paziente in attesa di ricovero dovrà essere preso in carico dal personale dell’unità operativa di destinazione. La misura riguarda il cosiddetto boarding, cioè il periodo successivo alla decisione clinica di ricoverare, durante il quale si attende la disponibilità di un posto letto.
Il documento interviene anche sul blocco delle ambulanze, il fenomeno che si verifica quando i pazienti restano sulle barelle dei mezzi in attesa di entrare nel pronto soccorso. Il triage dovrà essere effettuato entro 30 minuti dall’arrivo, mentre la permanenza a bordo dovrà essere considerata un evento eccezionale e temporaneo. Il piano considera inoltre non prevista la possibilità di negare l’accesso a un paziente arrivato in ambulanza o di indirizzarlo verso un altro pronto soccorso.
Secondo la Regione, il blocco dei mezzi riduce la capacità del sistema di emergenza territoriale e può incidere sulla gestione delle richieste di soccorso, soprattutto quando il problema interessa una vasta area. Il piano indica infine le strutture territoriali, come case e ospedali di comunità, e il numero europeo armonizzato 116117 come alternative per i bisogni a bassa intensità di cura. Per i pazienti con quattro o più accessi annuali al pronto soccorso, definiti frequent user, dovranno essere attivati percorsi sociosanitari specifici con il coinvolgimento dei servizi territoriali.