Fede, emozione e senso di appartenenza hanno accompagnato nella serata di domenica 30 agosto il Trasporto 2026 della Mini Macchina di Santa Barbara. Tra due ali di folla, Rosa Virtutis ha attraversato le strade del quartiere sostenuta sulle spalle da oltre 80 Mini Facchini, protagonisti dell’undicesimo Trasporto organizzato nella zona.
La manifestazione si è svolta a Viterbo, lungo un percorso di oltre 900 metri che ha toccato via Tarconte, via Lega dei XII Popoli, via degli Etruschi, via Porsenna, piazzale Porsenna e piazzale dei Buccheri, fino all’arrivo davanti alla chiesa di Santa Barbara. Per tutta la durata del tragitto, centinaia di cittadini hanno accompagnato il passaggio della struttura con applausi e incoraggiamenti.
La macchina e il nuovo capofacchino
Rosa Virtutis è stata ideata da Michele Telari e Gaia Menichini. Alta quasi dieci metri e con un peso di circa cinque quintali, è stata realizzata dai fratelli Mancinelli e da Luca Occhialini. Quella del 2026 è stata la seconda edizione del Trasporto con la struttura, dopo il debutto avvenuto negli anni precedenti.
L’edizione ha segnato anche il debutto di Gianni Bertoccini nel ruolo di capofacchino. Bertoccini, da dieci anni impegnato nel Comitato, ha raccolto il testimone da Diego Terzoli, ringraziato pubblicamente dal presidente Daniele Paiolo per il lavoro svolto. Al coordinamento hanno partecipato anche il vicecapofacchino e vicepresidente Luciano Giuliobello, don Claudio Sperapani, legale rappresentante e guida spirituale, e Giorgio Frisoni, referente per il Trasporto.
Benedizione e dediche
Prima della partenza, il vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza ha impartito la benedizione ai ragazzi. Alla serata hanno preso parte la sindaca Chiara Frontini, l’europarlamentare Antonella Sberna, il consigliere regionale Daniele Sabatini, il presidente del Sodalizio dei Facchini Massimo Mecarini, il capofacchino della Macchina di Santa Rosa Luigi Aspromonte, i costruttori Vincenzo e Mirko Fiorillo e i rappresentanti dei Comitati delle Mini Macchine del Pilastro e del Centro storico.
Particolare rilievo hanno avuto le dediche affidate a don Claudio Sperapani. Una delle tradizionali girate è stata dedicata a don Ivo Bruni, sacerdote scomparso poche ore prima del Trasporto; un’altra ha ricordato Nello Pompei, Facchino di Santa Rosa. L’intera manifestazione è stata inoltre dedicata alla comunità di Viterbo, in Colombia, colpita dal terremoto, con un messaggio di vicinanza, pace e speranza.
Il legame tra i giovanissimi protagonisti e i Facchini adulti è stato richiamato anche dal nuovo fazzoletto bianco con una rosa rossa, indossato dai ragazzi sul modello di quello della formazione della Macchina di Santa Rosa. Il simbolo richiama il passaggio della tradizione tra generazioni e l’identità condivisa dalla comunità viterbese.
Alle diverse fasi del Trasporto hanno preso parte le squadre addette ai cavalletti, le guide anteriori e posteriori, gli elettricisti, il personale sanitario e i volontari impegnati lungo il percorso. Lo staff sanitario era composto dai medici Emanuela Fiorucci e Mario Maninchedda e dagli infermieri Salvatore Forte e Verusca Felici. Il Trasporto si è concluso nel segno del motto Tutti d’un sentimento, con l’abbraccio della comunità ai piccoli Facchini.