La Tuscia offre numerose possibilità agli appassionati di pesca sportiva, grazie alla presenza di laghi vulcanici, fiumi e torrenti distribuiti nell’intera provincia. Gli ambienti cambiano da una zona all’altra e, con essi, anche le specie ittiche, i fondali e le tecniche necessarie. La scelta del luogo dipende quindi dal tipo di cattura cercata e dall’attrezzatura a disposizione.
I grandi laghi
Il principale punto di riferimento è il lago di Bolsena, dove la pesca può concentrarsi sul coregone, specie presente soprattutto nelle aree più profonde e spesso insidiata dalla barca. Lungo le sponde nei territori di Bolsena, Marta e Capodimonte si possono inoltre trovare lucci, persici trota, persici reali, carpe, tinche e anguille. Il bacino offre dunque ambienti diversi, dai fondali fangosi alle zone vicine alla riva, con tecniche di pesca che variano in base alla preda.
Un’altra meta indicata è il lago di Vico, dove sono presenti esemplari di persico trota e luccio, oltre a latterini e scardole nelle aree con canneti. Nel lago si trovano anche carpe, tinche, persici reali e cavedani. Le dimensioni dei pesci e le caratteristiche dei fondali rendono necessario scegliere con attenzione esche e modalità di cattura.
Fiumi, torrenti e regole
Per la pesca in corrente, il fiume Fiora rappresenta uno degli ambienti più caratteristici, in particolare nel tratto che attraversa l’area archeologica di Vulci, nel territorio di Montalto di Castro. Qui l’acqua scorre tra gole profonde e mantiene temperature più fresche. Il fiume Marta, emissario del lago di Bolsena, attraversa invece la zona di Tuscania e offre soprattutto cavedani e barbi, risultando adatto alla pesca alla passata e al carpfishing.
Nel territorio di Orte e Gallese, lungo il fiume Tevere, si possono cercare carpe regine, siluri, savette e barbi. Il Mignone, nel territorio di Tarquinia, è indicato per chi preferisce una pesca più tranquilla, alla ricerca di piccoli ciprinidi e cefali che risalgono dalla foce. Anche in questi ambienti, tuttavia, la scelta dello spot deve tenere conto delle condizioni del corso d’acqua e delle norme locali.
Prima di pescare è necessario essere in possesso della licenza di tipo B per la pesca sportiva e dilettantistica, ottenuta attraverso il pagamento della tassa regionale e valida per un anno. Occorre inoltre verificare i calendari, le zone protette e i periodi di divieto legati alla frega, cioè alla riproduzione dei pesci. In assenza di specifiche eccezioni previste per il carpfishing nei grandi laghi, la pesca notturna è vietata: le canne devono essere ritirate da un’ora dopo il tramonto fino a un’ora prima dell’alba. Il rispetto di queste prescrizioni è indispensabile per evitare sanzioni e tutelare gli ambienti acquatici.