Dietro le quinte

Quando Fellini ricreò Rimini lontano dalla Romagna

Nel marzo 1953 piazze medievali e vicoli del Viterbese ospitarono il set de I Vitelloni per agevolare Alberto Sordi.

Quando Fellini ricreò Rimini lontano dalla Romagna

Nel marzo 1953 il centro storico di Viterbo divenne il principale set di I Vitelloni, il film diretto da Federico Fellini e ambientato, nella storia, a Rimini. Le piazze e le strade della città laziale furono utilizzate per ricreare l’ambiente provinciale in cui si muovono i protagonisti, un gruppo di giovani accomunati dalla noia, dall’inattività e dalla difficoltà di dare una direzione alla propria vita.

La scelta non fu casuale. La produzione, per ragioni logistiche ed economiche, decise di non girare le scene urbane sulla riviera adriatica e individuò in Viterbo una soluzione adatta alle esigenze del film. Il tessuto medievale del centro, con le architetture in peperino e i vicoli del quartiere di San Pellegrino, offriva infatti scenari capaci di restituire l’atmosfera di una cittadina di provincia.

La scelta legata ad Alberto Sordi

Alla decisione contribuì anche la presenza di Alberto Sordi, scelto da Fellini per interpretare il personaggio di Alberto. In quel periodo l’attore romano era impegnato in una tournée di spettacoli teatrali di avanspettacolo, con esibizioni concentrate nei pressi della capitale. Per non rinunciare alla sua partecipazione e limitare gli spostamenti della troupe, la produzione preferì lavorare in un luogo relativamente vicino a Roma.

Viterbo diventò così la base operativa delle riprese. Secondo il racconto di questa lavorazione, Sordi poteva girare sul set durante il giorno e rientrare poi a Roma, in treno o in automobile, per rispettare gli impegni serali in teatro. La soluzione consentì di conciliare il calendario dell’attore con le necessità della produzione, evitando trasferte più lunghe e costose.

Le strade viterbesi nel film

Le cineprese si concentrarono su alcuni dei luoghi più riconoscibili del centro storico. Tra questi figurano piazza delle Erbe, via della Saffi, il caffè Grandori e i vicoli di San Pellegrino. Questi spazi vennero ripresi per accompagnare le camminate e le vicende quotidiane dei personaggi, sostituendo sullo schermo gli scorci della città romagnola indicata come ambientazione.

Le scene legate al mare furono invece realizzate sul litorale di Ostia, durante alcune sessioni pomeridiane. Il resto dell’impianto urbano del film rimase legato alle strade e agli edifici di Viterbo. Il risultato fu una particolare sovrapposizione tra ambientazione narrativa e luoghi reali: la Rimini raccontata da Fellini prese forma, per gran parte delle sequenze cittadine, lontano dalla Romagna, tra le piazze e le architetture della Tuscia.