La protesta

Viterbo, commercianti divisi sul perimetro dell’Open Mall

Una voce chiede regole uniformi per dehors, controlli e iniziative nel cuore urbano.

Viterbo, commercianti divisi sul perimetro dell’Open Mall

Una segnalazione firmata riporta all’attenzione pubblica e istituzionale il malcontento di alcuni esercenti del centro storico di Viterbo, che denunciano una disparità di trattamento tra attività situate nella stessa area urbana. Al centro della contestazione ci sono l’organizzazione delle iniziative, il perimetro del Viterbo Open Mall e l’applicazione delle norme comunali relative all’occupazione del suolo pubblico e al decoro.

Secondo la segnalazione, il progetto di rilancio viene considerato positivo nelle intenzioni, ma la sua delimitazione avrebbe escluso assi commerciali e storici ritenuti strategici, tra cui via Mazzini, piazza della Rocca, via Cairoli e via Matteotti. La conseguenza, secondo chi ha sottoscritto il testo, sarebbe una divisione tra attività beneficiarie delle iniziative e altre lasciate ai margini, pur sostenendo gli stessi oneri fiscali e affrontando difficoltà analoghe.

Il nodo del perimetro

La critica riguarda quindi il criterio con cui sono state individuate le aree coinvolte nel Viterbo Open Mall. La segnalazione sostiene che decine di imprenditori siano state escluse da un progetto presentato come strumento di rigenerazione urbana. Nel documento non vengono indicati, tuttavia, i motivi ufficiali della perimetrazione né eventuali risposte dell’amministrazione comunale alle osservazioni degli esercenti.

Un secondo elemento di contestazione riguarda il regolamento sui dehors. La segnalazione riferisce che gli operatori più attenti alle prescrizioni avrebbero dovuto sostenere costi rilevanti per adeguare materiali, forme e colori degli arredi esterni. A fronte di questi investimenti, viene denunciata la presenza, in zone centrali e frequentate dai visitatori, di sedie in plastica, panche non coordinate e soluzioni considerate incompatibili con il decoro urbano.

Richiesta di uniformità

Il punto centrale della protesta è l’asserita applicazione non uniforme delle regole comunali. Chi ha firmato la segnalazione chiede che gli stessi criteri vengano applicati a tutte le attività, senza differenze legate alla posizione o alla partecipazione alle iniziative. L’accusa è che il rigore richiesto ad alcuni esercenti finisca per perdere credibilità se, nelle medesime aree, altre situazioni non vengono sottoposte a controlli o sanzioni.

La segnalazione non indica episodi specifici di sanzioni o verifiche, ma sollecita un intervento sul piano istituzionale per chiarire la gestione degli eventi, l’estensione del progetto e i controlli sul suolo pubblico. La richiesta conclusiva è quella di superare la percezione di attività di serie A e di serie B, garantendo condizioni omogenee a chi opera nel centro storico e versa i tributi comunali.