Inclusione sociale

Inaugurata la Casa degli Abbracci per giovani con disabilità

A Tarquinia una nuova struttura offre supporto e autonomia a giovani adulti con disabilità.

Inaugurata la Casa degli Abbracci per giovani con disabilità

TARQUINIA – È stata inaugurata la Casa degli Abbracci, una nuova struttura destinata ad accogliere giovani adulti con disabilità e adolescenti, situata in località San Giorgio. Questo bene, confiscato alla criminalità organizzata, rappresenta un simbolo di legalità, inclusione e speranza per la comunità.

All’evento di inaugurazione hanno partecipato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il prefetto di Viterbo Sergio Pomponio, e numerosi rappresentanti delle istituzioni civili e militari, oltre a sindaci della Tuscia, tra cui quelli di Tarquinia, Vetralla, Capranica e Monte Romano. Presenti anche i ragazzi e le loro famiglie, che sono stati i veri protagonisti della giornata.

Un progetto di comunità

La Casa degli Abbracci è stata realizzata grazie alla collaborazione tra la Prefettura di Viterbo, il Comune di Tarquinia, la Polizia di Stato e l’associazione Juppiter APS Giovanile, guidata da Salvatore Regoli, che si occuperà della gestione della struttura. L’obiettivo è fornire percorsi di autonomia, crescita personale e integrazione sociale per i giovani con disabilità.

All’interno della struttura è prevista anche la creazione della “Stanza delle Storie”, uno spazio multimediale che sarà aperto anche alle scuole e dedicato alla memoria civile e alla cultura della legalità. Questo progetto mira a diventare un punto di riferimento per la comunità, promuovendo l’inclusione e il supporto ai giovani in difficoltà.

Un futuro di speranza

La Casa degli Abbracci non solo offre un luogo di accoglienza, ma si propone anche di sviluppare le autonomie dei ragazzi, creando un ambiente stimolante e inclusivo. La presenza di figure professionali e volontari permetterà di attuare programmi educativi e di socializzazione, fondamentali per il benessere dei giovani.

Con questa inaugurazione, Tarquinia si conferma come un esempio di solidarietà e impegno sociale, dimostrando che è possibile trasformare beni confiscati in opportunità per la comunità e per i più vulnerabili.