Luigi Pirandello, il celebre Premio Nobel per la letteratura, ha trovato a Soriano nel Cimino un rifugio spirituale, un luogo dove il suo tormento esistenziale ha potuto trovare una tregua. L’autore in una delle sue lettere descrisse il borgo come un ‘paese di sogno, tra castagni giganti’. Per lui, Soriano non era solo una meta turistica, ma un vero paesaggio dell’anima.
Pirandello visitò Soriano per la prima volta nel 1923, ospite della famiglia Albini. Questo incontro fu un colpo di fulmine. Lontano dal caos romano e dalle pressioni sociali, l’autore scoprì nei boschi del Monte Cimino un’atmosfera sospesa, ideale per nutrire la sua riflessione letteraria sul ‘doppio’ e l’’oltre’. L’Hotel delle Fontanelle, dove si fermò, ha mantenuto viva la memoria del Maestro.
Il soggiorno di Pirandello non fu affatto ozioso; la Tuscia diventò il palcoscenico di alcune delle sue opere più celebri. “Rondone e Rondinella”, una delle sue novelle più delicate, è ambientata tra le vie di Soriano, dove la sua penna ha saputo immortalare scorci caratteristici. Si narra che le passeggiate tra i faggi secolari, oggi Patrimonio UNESCO, abbiano avuto un impatto significativo sulla sua poetica.
Un itinerario dedicato ai passi di Pirandello a Soriano include luoghi emblematici come Palazzo Chigi-Albani, che colpì lo scrittore per il suo simbolismo esoterico e il Castello Orsini, scenario delle sue riflessioni sulla maschera sociale. Soriano ha celebrato a lungo il suo illustre ospite, con iniziative come il Premio Nazionale “L’Ago di Soriano”, facendo del borgo una meta per gli amanti della letteratura.