Procedura regionale

Domanda per i danni agricoli respinta per un ritardo

L’amministrazione aveva chiesto 1,165 milioni dopo le piogge di febbraio, ma gli uffici hanno confermato l’esclusione.

Domanda per i danni agricoli respinta per un ritardo

Un ritardo di sei giorni ha determinato l’esclusione della domanda presentata dal Comune di Tarquinia per ottenere ristori dopo l’alluvione del febbraio 2025. La richiesta ammontava a 1 milione e 165mila euro ed era riferita ai danni subiti dalle infrastrutture agricole.

La Regione Lazio ha dichiarato definitivamente non ammissibile l’istanza con una determinazione della direzione regionale Agricoltura del 29 luglio. Il provvedimento ha respinto il ricorso gerarchico presentato dall’amministrazione comunale contro l’esclusione. Al centro della decisione non c’è la valutazione dell’entità dei danni, ma il rispetto dei termini previsti per la trasmissione delle domande.

Il termine fissato per i contributi

Il decreto ministeriale pubblicato il 5 agosto 2025 aveva riconosciuto l’eccezionalità delle precipitazioni del 13, 14 e 19 febbraio nei territori di Tarquinia, Monte Romano e Vetralla. A partire dalla pubblicazione del decreto, gli enti interessati disponevano di 45 giorni per inoltrare le richieste di contributo.

Secondo gli uffici regionali, l’istanza del Comune di Tarquinia è stata trasmessa oltre il termine perentorio e, per questo motivo, è stata considerata non ricevibile. L’amministrazione aveva chiesto il riesame sostenendo che il primo invio non fosse andato a buon fine a causa della mancata accettazione dei file da parte del server Aruba.

La documentazione non ritenuta sufficiente

La documentazione prodotta dal Comune, tuttavia, non è stata giudicata sufficiente a dimostrare l’esistenza del problema tecnico. La verifica del mancato recapito e il successivo inoltro della domanda sarebbero stati effettuati tredici giorni dopo il primo tentativo e comunque sei giorni oltre la scadenza prevista.

Con il nuovo atto regionale si chiude quindi il procedimento amministrativo e diventa definitiva la mancata ammissione della richiesta di ristoro. Restano possibili i ricorsi al Tribunale amministrativo regionale entro 60 giorni oppure al presidente della Repubblica entro 120 giorni.