Ambiente forestale

Il castagno del Cimino entra nella rete di monitoraggio

Sensori IoT analizzeranno salute, crescita e risposta climatica degli alberi dopo la crisi del cinipide

Il castagno del Cimino entra nella rete di monitoraggio

Il bosco del Monte Cimino, nel territorio di Soriano nel Cimino, in provincia di Viterbo, entra nella rete #RigeneraBoschi, il progetto promosso da Sorgenia e coordinato scientificamente dall’Università degli Studi di Milano per studiare lo stato di salute dei boschi italiani. L’area del Cimino è il primo sito della rete caratterizzato dalla presenza prevalente del castagno, una specie centrale per il territorio e per la sua produzione più riconoscibile.

Il monitoraggio punta a raccogliere dati in tempo reale sulle condizioni del patrimonio forestale attraverso i dispositivi IoT Tree Talkers. I sensori registrano parametri legati alla fotosintesi, alla crescita delle piante e alla loro reazione agli eventi climatici intensi. L’obiettivo è ampliare le conoscenze sulle diverse specie arboree e valutare come le modalità di gestione del bosco possano incidere sulla sua capacità di adattamento.

La rete di osservazione

Il sito del Cimino si aggiunge alle altre aree forestali coinvolte nello studio da circa due anni: il Parco Nord Milano, in Lombardia; il bosco di Forlì-Bertinoro dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero di Forlì-Bertinoro, in Emilia-Romagna; l’Unione dei Comuni montana Colline Metallifere, in Toscana; il Parco naturale regionale Bosco Incoronata, in Puglia; e il Parco Nazionale del Pollino, tra Calabria e Basilicata.

In ciascuna area i dispositivi sono collocati in due zone differenti. Una parte del bosco viene lasciata crescere spontaneamente, mentre nell’altra si applica una gestione sostenibile, basata su interventi pianificati in relazione alle caratteristiche dell’area e ai benefici ambientali e sociali che può offrire. Nei siti già attivi i ricercatori hanno raccolto tra 5.000 e 15.000 ore di monitoraggio per ciascuna zona. Il Cimino contribuirà alla base dati con informazioni specifiche sul castagno.

Il ruolo del castagno

Secondo Giorgio Vacchiano, coordinatore di #RigeneraBoschi e docente di Gestione e Pianificazione Forestale all’Università degli Studi di Milano, l’ampliamento del campionamento è necessario per rappresentare la varietà delle oltre 125 specie arboree presenti in Italia. Finora la rete ha osservato faggi, querce e pini mediterranei; il castagno consente ora di approfondire il rapporto tra salute delle piante e cura del bosco.

La specie ha affrontato negli ultimi anni l’attacco del cinipide galligeno, una crisi sanitaria che rende il sito del Cimino particolarmente utile per verificare gli effetti della gestione selvicolturale. I dati raccolti negli altri boschi, ha spiegato Vacchiano, indicano che gli interventi pianificati possono svolgere una funzione preventiva per l’ecosistema forestale.

Simone Lodovisi, segretario comunale di Soriano nel Cimino, ha sottolineato il valore economico e turistico dei boschi di castagno per la comunità. Il Comune ha accolto la partecipazione allo studio come coerente con le politiche ambientali portate avanti negli ultimi anni.

Il bosco del Cimino è certificato per la gestione forestale sostenibile da PEFC Italia e FSC. Le certificazioni attestano il rispetto della biodiversità e riconoscono anche funzioni come l’assorbimento del carbonio, il presidio contro il dissesto e il contributo alla qualità della vita e del lavoro delle persone impiegate nell’area.

Avviato nel 2024, #RigeneraBoschi mira inoltre ad accrescere la consapevolezza sul ruolo dei boschi nella mitigazione dei cambiamenti climatici. Il progetto comprende anche una ricerca sulla percezione sociale delle aree forestali, commissionata da Sorgenia all’Università degli Studi di Bari e pubblicata sulla rivista scientifica internazionale iForest. I dati della rete sono messi a disposizione delle istituzioni mentre l’Italia definisce il Piano Nazionale di Ripristino previsto dal Regolamento europeo 2024/1991.