Il bosco del Monte Cimino, nel territorio di Soriano nel Cimino, entra nella rete di #RigeneraBoschi, il progetto promosso da Sorgenia per studiare le condizioni di alcune aree forestali italiane. Il sito viterbese è il primo della rete caratterizzato dalla presenza prevalente di castagni, una specie strettamente legata all’economia e al paesaggio locale e che negli ultimi anni ha dovuto affrontare l’attacco del cinipide galligeno.
Il progetto e la raccolta dei dati
L’iniziativa è coordinata dal punto di vista scientifico dall’Università degli Studi di Milano e utilizza dispositivi IoT chiamati Tree Talkers. I sensori rilevano in tempo reale alcuni parametri vitali degli alberi, con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulle condizioni del patrimonio forestale e sulle sue reazioni alle variazioni ambientali.
La rete coinvolge aree boschive distribuite in sette regioni italiane. Oltre al Cimino, il monitoraggio interessa il Parco Nord Milano, in Lombardia, il Bosco di Forlì-Bertinoro dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero di Forlì-Bertinoro, in Emilia-Romagna, l’Unione dei Comuni montana Colline Metallifere, in Toscana, il Parco naturale regionale Bosco Incoronata, in Puglia, e il Parco Nazionale del Pollino, tra Calabria e Basilicata.
Due modalità di gestione a confronto
In ciascuna area i dispositivi sono collocati in due zone distinte. Una è lasciata alla crescita spontanea della foresta, senza interventi, mentre nell’altra viene applicata una gestione sostenibile, basata su una pianificazione degli interventi calibrata sulla tipologia di bosco e sui benefici ambientali e sociali che può offrire.
Tra i parametri osservati ci sono la fotosintesi, la crescita delle piante e la loro reazione agli eventi climatici intensi. Nei siti attivi da circa due anni, i ricercatori hanno raccolto tra 5.000 e 15.000 ore di monitoraggio per ciascuna area. Il sito del Cimino comincia ora ad alimentare la base dati con informazioni riferite in particolare al castagno.
Per il Comune di Soriano nel Cimino, la partecipazione allo studio riguarda un elemento centrale del territorio. Simone Lodovisi, segretario comunale, ha spiegato che i boschi di castagno hanno un ruolo economico e turistico rilevante e che l’amministrazione ha accolto l’invito di Sorgenia e dell’Università degli Studi di Milano. Secondo il Comune, l’installazione degli strumenti si inserisce nelle politiche ambientali portate avanti dall’ente.